Aziende danesi vogliono assumere disoccupati. Ma non ce ne sono

Difficoltà a trovare lavoratori da assumere perché quasi tutti sono già occupati

Se l’Italia è il paese in cui, a fronte di circa 3 milioni di disoccupati, altre 3 milioni di persone circa hanno un doppio lavoro, in Danimarca c’è il problema opposto: non esiste quasi disoccupazione, e molte aziende hanno difficoltà a trovare personale. È la situazione con cui hanno a che fare gli imprenditori del paese come Peter Enevoldsen, proprietario di un’azienda meccanica, Sjorring Maskinfabrik. Dopo la gioia per aver ricevuto una commessa da mezzo milione di dollari ha dovuto subito ridimensionare le sue aspettative per le difficoltà a trovare persone da impiegare.

La Danimarca al momento ha un tasso di disoccupazione che non supera il 4,3 per cento. Questo significa che quasi tutti i cittadini in età lavorativa hanno già un impiego. Non sempre però questo dato si rivela vantaggioso per l’economia nazionale.

Il fenomeno riguarda quasi un terzo delle industrie danesi e interessa tutti i settori, da quello informatico a quello dell’edilizia. Spesso l’unico incentivo all’assunzione è rappresentato da un aumento progressivo degli stipendi. Le aziende più colpite dal problema hanno già dovuto rallentare la produzione e addirittura rifiutare alcuni contratti.

I paesi più vicini alla situazione della Danimarca per quanto riguarda la completa occupazione sono il Regno Unito e la Germania. Non è la prima volta che lo stato nordeuropeo affronta questo problema. Il tasso di disoccupazione dieci anni fa è sceso al 2,3 per cento, toccando il suo minimo storico. In quell’occasione ci fu un aumento dei salari e dei prezzi che il governo vuole evitare oggi.

Alcune aziende hanno deciso di cercare forza lavoro all’estero. “Volevamo assumere nel nostro paese ma è stato impossibile”, ha detto Janus Benn Sorensen, fondatore della società Clio Online. Per attirare possibile persone da impiegare hanno aumentato gli stipendi del 2 per cento, riducendo i loro margini.

“Potremmo dover essere felici per i tassi di crescita bassi nel futuro a meno che non riusciamo a stimolare nuove assunzione”, ha spiegato Steen Nielsen, direttore delle politiche occupazionali alla Confederazione dell’industria danese.

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