Autonomi & Professioni, anche per loro è in arrivo un Job Act con maggiori tutele

il nuovo testo introduce molte novità per le professioni e il contratto di rete

(Teleborsa) Anche gli autonomi avranno il loro Jobs Act, con più tutele – assicurano i tecnici del Parlamento – ed in modo da garantire una maggiore competitività delle PMI italiane rispetto alle “colleghe” europee. Il Dl Autonomi, che sarà applicato ai circa 2 milioni di partite IVA presenti in Italia ed ai profesisonisti, è stato approvato in commissione Lavoro al Senato, apportando una serie di emendamenti in grado di migliorare il testo proposto dal governo.

Il Jobs Act Autonomi, presentato dal governo come delega della Legge di Stabilità 2016, passerà all’esame dell’aula a settembre, dopo la pausa estiva dei lavori parlamentari.

Quali sono i vantaggi introdotti dal nuovo testo? 

Il nuovo testo del Jobs Act Autonomi, che regola anche le professioni, amplia le tutele di chi lavora in proprio, sia sotto il profilo del welfare che dal punto di vista dei pagamenti.
In particolare, dà più potere alle Casse di previdenza dei professionisti in materia di welfare dei propri iscritti, concedendo anche la possibilità di stipulare convenzioni con i Centri per l’impiego, e semplifica la normativa sulla sicurezza degli studi professionali.
Sotto il profilo economico, il Dl Autonomi introduce la deducibilità sino a 250 euro annui dei contributi volontari versati alle casse di previdenza o altre forme mutualistiche.
Va citata poi l’introduzione del contratto di rete, che rappresenta uno strumento più agile e dinamico per partecipare alle gare sia nazionali che europee. Il contratto di rete prevede infatti che le imprese possano collaborare insieme, apportando know how, innovazione e professionalità, mettendo insieme risorse e tecnologie, per partecipare a gare ed usufruire diu incentivi ed agevolazioni.

I 4 punti saldi della tutela:

  • Spese per formazione: sarà possibile dedurre integralmente le spese nel limite di 10mila euro annui per la partecipazione a convegni, corsi di formazione ed aggiornamento e nei limiti di 5 mila euro per le spese per servizi per il lavoro.
  • Maternità e malattia: anche le lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata INPS avranno diritto all’indennità di maternità ed ai congedi parentali per un massimo di 6 mesi entro i primi 3 anni del bambino.
  • Pagamenti e clausole abusive: un giro di vite viene dato all’inserimento nei contratti di termini di pagamento superiori ai 60 giorni previsti dalla legge ed alle cosiddette “clausole capestro”, che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente o recedere senza preavviso dal contratto.
  • Lavoro subordinato o “lavoro agile”: vengono introdotte le regole per il lavoro subordinato, o smart working, che prevedono lo svolgimento dell’attività senza una sede stabile e spesso da remoto via computer o tablet; per queste forme il lavoratore avrà diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei suoi colleghi che svolgono la stessa mansione in sede.

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