Da Milano a Firenze: le assunzioni nei comuni italiani

Da Firenze a Milano: con il piano del Governo i comuni danno il via a nuove assunzioni

Ripartono le assunzioni nel Comune di Milano, grazie al piano approvato dalla Giunta, che prevede 388 nuovi collaboratori.

L’amministrazione comunale ha svelato il nuovo piano di assunzioni, favorito dalla normativa vigente e da un piano di sviluppo di 10,5 milioni di euro che consentirà alla città meneghina di raggiungere la cifra di 1.200 nuovi dipendenti dall’inizio del mandato della Giunta.

I profili richiesti maggiormente sono quelli amministrativi e tecnici, selezionati grazie ai concorsi che si sono appena conclusi, con la partecipazione di oltre 50 mila persone. Non solo: il nuovo piano del Comune di Milano prevede anche la stabilizzazione del personale precario e un piano di assunzioni straordinario nel settore della scuola, con 235 nuovi dipendenti per l’asilo nido e la scuola dell’infanzia entro l’inizio del prossimo anno scolastico. Infine nelle prossime settimane la Giunta organizzerà nuovi concorsi per selezionare assistenti sociali e agenti di Polizia locale.

Milano non è l’unico Comune in cui sono previste nuove assunzioni. Secondo il piano approvato dal Governo all’inizio del 2018, in tutte le città italiane saranno introdotti, nel corso di quest’anno e nei tre successivi, 20 mila nuovi dipendenti. I concorsi sono già iniziati non solo nella città meneghina, ma anche nei Comuni di Trieste, Firenze e Brescia, dove sono disponibili 461 posti, mentre in Campania si attende l’approvazione del piano che prevede l’assunzione di ben 10 mila giovani.

“Nel definire questo piano – ha spiegato Cristina Tajani, assessore comunale di Milano alle Politiche per il Lavoro – abbiamo voluto dare particolare attenzione all’immediata agibilità del piano assunzioni e alla stabilizzazione dei precari. Si è deciso di dare corso alle assunzioni programmate prevalentemente mediante scorrimento delle graduatorie esistenti, anche di profili specializzati, frutto dei diversi concorsi svolti durante l’ultimo anno”.

“Le scelte occupazionali di fondo  – ha chiarito – sono state: particolare attenzione a garantire la copertura del personale dell’area dei servizi sociali; un investimento importante sulle professionalità tecniche che devono sostenere l’amministrazione nella realizzazione delle grandi opere pubbliche; l’investimento per garantire la sicurezza con più agenti e ufficiali oltre al costante impegno per assicurare gli standard quantitativi e qualitativi dei servizi all’infanzia e di welfare”.

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