Assegno Unico, al via i pagamenti: le nuove date comunicate dall’Inps

I primi versamenti sono arrivati ai beneficiari già giovedì 11 agosto, chi non ha ricevuto il pagamento dovrà aspettare: ma quanto? L'Inps ha comunicato tutte le date

Assegno unico universale, al via i pagamenti Inps: i primi versamenti sono arrivati ai beneficiari già giovedì 11 agosto, ma non tutti però li hanno ricevuti. Che fare quindi in questi casi? Fatta eccezione per le ipotesi di esclusione, bisogna solo pazientare. L’Istituto ha infatti comunicato tutte le date previste per il saldo.

Pagamento Assegno Unico Inps: le date dei versamenti Inps

La comunicazione è stata pubblicata sul sito Inps, dove è stato specificato che – a seguito dei primi accrediti avvenuti giovedì 11 agosto – i versamenti relativi agli importi riconosciti come Assegno Unico (qui i requisiti) proseguiranno:

  • martedì 16 agosto 2022;
  • mercoledì 17 agosto 2022;
  • giovedì 18 agosto 2022.

Dopo la pausa di Ferragosto, quindi, chi non ne ha ancora beneficiato dovrebbe presto vedersi riconosciuto il sostegno previdenziale da parte dell’Istituto.

Va ricordato, a tal proposito, che per le domande presentate a gennaio e febbraio, i pagamenti sono stati erogati già dalla seconda metà di marzo. Per le domande presentate dal 1° marzo in poi, il pagamento è stato effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per chi ha presentato la domanda entro giugno 2022, i pagamenti terranno comunque conto delle mensilità arretrate dal mese di marzo.

Assegno Unico Inps: a chi spetta

Non hanno ricevuto né riceveranno nei prossimi giorni i versamenti Inps relativi all’Assegno Unico tutti coloro che non ne hanno diritto o che sono rimasti esclusi (qui i nuovi limiti di reddito). 

L’Assegno unico e universale è un sostegno economico alle famiglie attribuito per ogni figlio a carico fino al compimento dei 21 anni (al ricorrere di determinate condizioni) e senza limiti di età per i figli disabili. L’importo spettante varia in base alla condizione economica del nucleo familiare sulla base di ISEE valido al momento della domanda (qui come calcolarlo), tenuto conto dell’età e del numero dei figli nonché di eventuali situazioni di disabilità dei figli.

Se il richiedente, o comunque il nucleo familiare del richiedente, non ha un ISEE valido al momento di presentazione della domanda, l’Assegno sarà calcolato con l’importo minimo previsto dalla normativa. Per coloro che presentano ISEE successivamente alla domanda, entro il 30 giugno 2022, comunque, verranno riconosciuti gli importi arretrati spettanti, a decorrere dal mese di marzo 2022, in base al valore dell’ ISEE presentato.

Attenzione: È obbligatorio comunicare all’Inps eventuali variazioni del nucleo familiare sia attraverso la procedura dell’Assegno unico sia tramite ISEE .

Pagamenti Assegno Unico al via da agosto: quanto spetta?

L’importo dell’Assegno unico e universale viene determinato in base all’ ISEE eventualmente presentato del nucleo familiare del figlio beneficiario, tenuto conto dell’età dei figli a carico e di numerosi altri elementi.

In particolare, è prevista:

  • una quota variabile modulata in modo progressivo (si va da un massimo di 175 euro per ciascun figlio minore con ISEE fino a 15mila euro, a un minimo di 50 euro per ciascun figlio minore in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 40mila euro). Gli importi dovuti per ciascun figlio possono essere maggiorati nelle ipotesi di nuclei numerosi (per i figli successivi al secondo), madri di età inferiore a 21 anni, nuclei con quattro o più figli, genitori entrambi titolari di reddito da lavoro, figli affetti da disabilità;
  • una quota a titolo di maggiorazioni per compensare l’eventuale perdita economica subita dal nucleo familiare, se l’importo dell’Assegno dovesse risultare inferiore a quello che deriva dalla somma dei valori teorici dell’Assegno al Nucleo Familiare (componente familiare) e delle detrazioni fiscali medie (componente fiscale), che si sarebbero percepite nel regime precedente la riforma.

In fase di compilazione della domanda, il genitore richiedente potrà indicare le modalità di pagamento prescelte anche con riferimento all’altro genitore (es. IBAN dell’altro genitore, per quanto a propria conoscenza). Qualora il genitore richiedente non dovesse indicare la modalità di pagamento dell’altro genitore esercente la responsabilità genitoriale, quest’ultimo potrà provvedere autonomamente a inserirlo, accedendo alla domanda del richiedente con le proprie credenziali. In tal caso, il pagamento della quota al secondo genitore decorre da quando tale scelta di accredito al 50% è stata comunicata all’Inps.