Articolo 18, il governo apre al reintegro nei licenziamenti per motivi economici

Monti: "sciolti tutti i nodi". Nei licenziamenti economici l'ultima parola spetta al giudice, che potrà ordinare il reintegro. Prevale il 'modello tedesco'

Accettazione della possibilità del reintegro anche nei casi di licenziamenti economici (come chiesto dal Pd) e misure per agevolare la flessibilità in entrata dei lavoratori, soprattutto sulle partite Iva (su richieste del centrodestra).
In sintesi, queste sono le ultime modifiche al testo del Ddl varato dal governo e ora trasmesso al Quirinale prima di passare al vaglio del Parlamento.
Una lunga trattativa ha coinvolto il premier Mario Monti e il segretario del Pd Pierluigi Bersani, estesa poi anche ai leader del Pdl Angelino Alfano e dell’Udc Pier Ferdinando Casini. Sul tavolo la riforma del mercato del lavoro.

Al termine dell’incontro, Monti ha dichiarato “Sciolti tutti i nodi’.
Cosa è cambiato, in pratica, sul tema dell’articolo 18?
Alla base dell’accordo c’è quello che è già stato definito il “lodo Bersani“: e cioè l’accettazione della possibilità, seppure come extrema ratio, del reintegro del lavoratore anche nei casi di licenziamenti economici.
Prima, però, le parti saranno obbligate a ricorrere alla conciliazione preventiva, che avrà tempistiche molto abbreviate. La direzione territoriale dovrà infatti convocare le parti entro il termine perentorio di 7 giorni.
Per sollevare il giudice da una scelta che si potrebbe configurare troppo discrezionale, si concretizza la necessità di ‘tipizzare’ i licenziamenti economici in capo alla magistratura, per esempio mettendo nero su bianco aggravanti (che potrebbero condurre al reintegro) e attenuanti (si ricadrebbe nel solo ambito dell’indennizzo). In questo modo, un giudice sarà in grado di stabilire con facilità se il lavoratore avrà diritto solo a un indennizzo, oppure anche al reintegro.

Il punto di approdo di un tema che ormai da mesi divide governo, partiti e parti sociali si configura sempre più prossimo al cosiddetto modello tedesco. Il sistema adottato in Germania prevede, in estrema sintesi, che nel caso di licenziamento economico che cela altre motivazioni, l’ultima parola spetti al Giudice. Egli potrà scegliere se riconoscere al lavoratore solo un indennizzo in denaro, oppure ordinare il suo reintegro, qualora accertasse che il licenziamento è illegittimo.

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