Arriva “GOL”: ecco come il governo punta a trovare lavoro ai più disagiati

Un intervento che punta ad almeno 3 milioni di beneficiari entro la fine del triennio, in particolare donne, giovani, disoccupati di lungo corso.

Arriva “GOL” – Garanzia Occupabilità Lavoratori – il nuovo strumento di politica attiva del lavoro ideato dal Ministro Andrea Orlando, che partirà questo autunno. Il beneficio si propone di rendere più selettivi gli interventi a seconda delle categorie cui si rivolge, mettendo sul piatto 4,9 miliardi nel quinquennio 2021-25. Chi saranno i beneficiari, con quali percorsi e in quanto tempo.

Un intervento che punta ad almeno 3 milioni di beneficiari entro la fine del triennio, in particolare donne, giovani, disoccupati di lungo corso, over 50 e persone con disabilità e ad avviare percorsi di formazione, soprattutto per le competenze digitali. Infatti, almeno 800mila dei nuovi occupati dovranno essere coinvolti in attività di formazione, di cui 300mila per il rafforzamento delle competenze digitali.

Quali sono i beneficiari

GOL interviene a favore delle categorie più svantaggiate. La prima categoria è quella dei lavoratori in cassa integrazione: sono citati espressamente gli addetti in Cigs per prospettata cessazione, in Cigs per accordo di ricollocazione, in Cigs di aree di crisi complessa, gli autonomi con partita Iva chiusa.

Fra i beneficiari di GOL anche coloro che percepiscono Naspi, Dis-coll o Reddito di cittadinanza, i lavoratori fragili o vulnerabili –  Neet, giovano under 30, disabili,  donne e over 55 – i disoccupati senza sostegno al reddito ed i cosiddetti working poor, cioé coloro che sono in condizioni di precarietà.

Cinque percorsi per trovare lavoro

Esistono cinque diversi percorsi per trovare un lavoro, a seconda dello status di chi sta cercando lavoro. La prima categoria è quella dei “facilmente occupabili”, il cui reinserimento prevede attività formative minime e più attività di orientamento e intermediazione per l’accompagnamento al lavoro.

Il secondo percorso di “aggiornamento” (upskilling) prevede attività formative di breve durata e ai contenuti professionalizzanti per adeguare le competenze.

Il percorso di “riqualificazione” (reskkilling) è dedicato ha chi ma meno opportunità di impiego e prevede attività di formazione più approfondite per avvicinare la persona ai profili richiesti dal mercato.

C’è poi un percorso di “lavoro e inclusione”, dedicato ai bisogni complessi, per il quale va attivata la rete dei servizi territoriali, educativi, sociali e per rimuovere gli ostacoli di natura sociale e culturale che determinano il mancato impiego.

L’ultimo percorso è quello di “ricollocazione collettiva” ed è dedicato ad esempio alle crisi aziendali, dove il numero di persone coinvolte è elevato e le caratteristiche di occupabilità le medesime.

I centri per l’impiego tornano a galla

Il nuovo strumento per l’occupazione ha un altro grande pregio, riportare in auge i vecchi centri per l’impiego, il cui ruolo sarà centrale nel nuovo sistema di ricollocazione, ma condizionato dal raggiungimento di target e risultati.

I beneficiari delle varie prestazioni di sostegno al reddito dovranno accedere ai servizi dei centri per l’impiego entro 4 mesi dall’avvio della prestazione.

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