Cos’è e quanto dura un apprendistato professionalizzante

Scopri con noi tutto quello che c'è da sapere sul contratto di apprendistato professionalizzante.

Il contratto di apprendistato professionalizzante rappresenta una delle tre tipologie di apprendistato utilizzabili nel 2020 in seguito alle novità introdotte dal Jobs Act e che accoglie in particolare giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Di seguito, verranno specificate le caratteristiche interne di tale modalità contrattuale tra cui la durata della formazione, la retribuzione, le agevolazioni fiscali e in generale tutte le norme che lo regolano.

Negli ultimi quattro anni, come testimoniato dal bilancio statistico pubblicato dell’INPS, si è registrato un aumento del numero di lavoratori assunti con il contratto d’apprendistato, questo perché la nuova Legge di Bilancio del 2020 ha accolto delle interessanti novità nel campo contributivo e fiscale accompagnate da un allargamento del bacino di utenza.

Cos’è un contratto d’apprendistato: l’importanza della formazione

Prima di entrare nel dettaglio, è bene capire cosa si intende per contratto di apprendistato. Secondo la definizione dell’art. 1, comma 1 del Testo Unico sull’Apprendistato, il contratto di apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani.

Tale accordo di lavoro scritto che deve prevedere un’intesa da entrambe le parti coinvolte, ossia giovane e impresa si inserisce all’interno di un programma volto ad agevolare l’entrata nel mondo del lavoro di quella fascia giovane di popolazione che è ancora in fase di apprendimento (tramite percorso liceale, universitario o altra formazione), desiderosa di muovere i primi passi per acquisire competenze tecniche e pratiche nell’ambito del lavoro scelto.

Il contratto di apprendistato nasce quindi per accogliere una doppia esigenza, quella operativa vera e propria che vedrà erogato uno stipendio sarà infatti accompagnata parallelamente da un percorso di formazione obbligatorio. Per questo si parla di un rapporto con “causa mista”: il datore di lavoro, oltre a fornire uno stipendio per il lavoro svolto, è obbligato per legge a garantire all’apprendista un percorso di formazione necessaria per acquisire competenze professionali adeguate al ruolo e alle mansioni per cui è stato assunto.

Il giovane ha, a sua volta, il dovere di seguire tale percorso formativo individuale che può essere svolto internamente o esternamente all’azienda e deve avere anche un piano redatto ad hoc. La formazione si presenta così più che come parte integrante, come parte essenziale senza la quale l’accordo non sussisterebbe. Oltre il giovane, anche il suo datore di lavoro ha l’obbligo di garantire il percorso formativo, pena sanzione.

Dentro al contratto d’apprendistato

Il contratto d’apprendistato ha assistito ad un’evoluzione nel corso del tempo che ne ha modificato i parametri interni in modo consistente, soprattutto attraverso l’introduzione del Jobs Act, si faccia riferimento in particolare agli articoli da 41 a 47. Questo, assieme al decreto legislativo n. 81/2015, ha stabilito una suddivisione interna del contratto di apprendistato in 3 categorie: l’apprendistato per la qualifica professionale, l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere ed infine l’apprendistato di alta formazione e ricerca.

L’apprendistato professionalizzante è solo una delle tre categorie presenti. Nel primo caso, si tratta di un contratto che ha come fine l’ottenimento di una qualifica professionale dei giovani tra i 15 ai 25 anni d’età. La sua durata è variabile sulla base della qualifica o del diploma da ottenere, tuttavia non può andare oltre i 3 anni o 4 nel caso di diploma quadriennale regionale.

L’ultima tipologia, l’apprendistato di alta formazione e ricerca, permette invece di conseguire vari livelli di studio: diploma liceale, diploma professionale tecnico superiore, laurea, master e dottorato di ricerca. Possono essere assunti con questa tipologia giovani tra i 18 e i 29 anni compiuti (nel caso di possesso di qualifica professionale l’età minima scende a 17 anni).

Contratto d’apprendistato professionalizzante: età e regole specifiche

Maggiore attenzione si deve alla tipologia di contratto d’apprendistato. Si tratta di una forma contrattuale di lavoro con cui possono essere assunti, in tutti i settori, sia pubblici che privati, i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Tale accordo scritto, come suggerisce il nome, ha come fine l’ottenimento di una qualifica professionale, inserire persone già in possesso di qualifica, (per questo l’apprendistato professionalizzante può essere stipulato già a partire dal compimento di 17 anni) così come tutti quei soggetti che percepiscono un’indennità disoccupazione NASPI, Dis-Coll, compresa la mobilità, a prescindere dal limite di età.

La formazione con il tutor

Il contratto di lavoro a tempo indeterminato prevede come già accennato una prima fase di inserimento attraverso un percorso di formazione specifico che deve essere seguito da una seconda fase operativa. Alla fine del periodo di formazione, il giovane viene poi inserito definitivamente nell’impresa con l’assunzione a tempo indeterminato.

L’allargamento della platea giovanile registrato ultimamente strizza l’occhio ai vantaggi che riguardano il datore di lavoro come il neo nato assunto. Il primo ha la possibilità di usufruire di vantaggi contributivi, previdenziali ed incentivi economici per tutta la durata del contratto di formazione e per il successivo anno di stabilizzazione.

Il secondo, di imparare sul campo e di acquisire nuove competenze che metterà in pratica in un contesto di lavoro più stabile. Le aziende sono obbligate per legge a sottoscrivere nel contratto il nominativo del referente aziendale o tutor, ossia il punto di riferimento che può esser rappresentato dallo stesso datore di lavoro, da un altro membro dell’azienda in possesso dei giusti requisiti o altra persona come un familiare coadiuvante.

L’apprendistato professionalizzante: cos’è e come funziona in dettaglio

Conosciuto anche con il nome di contratto formativo o contratto di mestiere, l’apprendistato professionalizzante come stabilito può accogliere un target giovanile dai 17 anni di età se in possesso di una qualifica professionale, altrimenti rimane il vincolo che abbraccia dai 18 anni fino ai 29 anni (fino al giorno precedente il compimento del 30° anno). La professionalità specifica, ossia, imparare un mestiere sul campo e alternando al lavoro pratico, sarà alternato a momenti di formazione in aula che si svolgono presso strutture autorizzate e riconosciute esterne o interne all’azienda.

Ai giovani spettano gli stessi diritti degli altri colleghi che svolgono la stessa mansione. Sono infatti riconosciute tutte le tutele (salariali, previdenziali e di disoccupazione NASPI etc.) di cui godono gli altri lavoratori. Per quanto riguarda l’argomento stipendio, questo è calcolato sulla base dei CCNL con riferimento alla tipologia di contratto di apprendistato, alla qualifica da conseguire nonché al livello di inquadramento.

Ore formazione apprendistato professionalizzante

Quanto dura l’apprendistato professionalizzante? È prevista una durata minima e massima variabile. Il contratto di mestiere, o apprendistato professionalizzante, ha un minimo di durata pari a 6 mesi se l’apprendista è in possesso di un titolo di studio attinente alla qualifica da raggiungere e di 12 mesi se l’apprendista è in possesso di una laurea attinente alla qualifica da raggiungere.

La durata massima è invece di 3 anni. Fa eccezione tuttavia la formazione per le professioni artigiane individuate dalla contrattazione collettiva, che può arrivare fino a 5 anni. Ad esempio, gli impiegati amministrativi di qualsiasi livello di inquadramento hanno un periodo massimo di apprendistato triennale, il valore scende a due per gli impiegati addetti al centralino, mentre per quanto concerne gli impiegati tecnici, il tempo limite è stabilito dai rispettivi gruppi.

Il piano formativo individuale

Il Piano Formativo Individuale (PFI) che attesta ed esplicita il percorso formativo del giovane deve contenente alcuni elementi: i nominativi e dati dell’azienda, dell’apprendista e del tutor/referente, il profilo professionale o formativo di riferimento, il CCNL e gli obiettivi da raggiungere indicati in termini di abilità e competenza assieme alla modalità attraverso il quale si sviluppa ed è erogato il percorso formativo.

Tale percorso deve prevedere vari step, ad iniziare da una formazione di base garantita dalla Regione interessata e prevista secondo il titolo di studio scelto, più in particolare: 40 ore per chi possiede una laurea o un titolo di studio superiore, 64 ore per chi ha qualifica professionale o un diploma di maturità, 120 ore per tutti coloro che se possiedono la licenza media inferiore.

Il percorso formativo è obbligatorio per entrambe le parti prese in causa ed è stabilito sulla base dell’età anagrafica dell’interessato e del tipo di qualifica professionale che dovrà ottenere. La formazione deve far riferimento a strutture che abbiano una qualifica idonea, e può aver luogo sia all’interno che all’esterno dell’impresa.

La formazione, essendo parte saliente del lavoro, deve integrare l’orario di lavoro e non può prevederne altre esterne non contagiate. Nel caso in cui l’apprendista non possa presenziare le lezioni, la mancata partecipazione deve essere motivata come assenza di lavoro in base alle regole previste dal CCNL. Bisogna ricordare inoltre che il giovane non può essere retribuito a cottimo.

Durata Periodo di prova apprendistato professionalizzante

Esiste la possibilità di far ricorso ad un periodo di prova che possa stabilire o meno il grado di aderenza tra l’aspettativa del firmatario e quella dell’azienda che lo assume. Tale periodo deve essere evidenziato nell’accordo scritto e non può andare oltre i 3 mesi. Nel caso particolare in cui l’apprendista abbia iniziato un periodo di prova non terminato, può far valere per intero le sue ore già svolte all’interno della nuova realtà, ma a patto che riguardi la stessa mansione e che l’interruzione tra i due periodi non vada oltre i 12 mesi.

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Cos’è e quanto dura un apprendistato professionalizzante