Gli anziani costano? No, producono e fanno risparmiare

Attività di sostegno informale che arrivano a 18 miliardi di euro all'anno. E un risparmio per le famiglie di 1,3 miliardi. Poche cifre che "riabilitano" il ruolo economico degli anziani

Dà sempre una certa soddisfazione ribaltare i luoghi comuni, soprattutto se sono ben consolidati. Si dice: l’Italia è un paese che invecchia e il costo delle pensioni pesa come un macigno sui conti dello Stato. Ma è solo una parte della realtà. Non ci si ricorda, di solito, di altre due verità. La prima, già nota: le pensioni sono anche una delle principali fonti di gettito fiscale, cioè sopportano quasi un terzo della pressione fiscale in Italia (in pratica lo Stato si riprende una buona parte dei soldi che elargisce). La seconda, più inaspettata: gli anziani rappresentano un capitale, non solo umano ma anche produttivo. Il valore delle loro attività di volontariato e di aiuto alle famiglie è quantificabile in più di 18 miliardi di euro all’anno, cioè l’1,2% del Pil.

E’ quanto risulta da uno studio dal  titolo “Il capitale sociale degli anziani. Stime sul valore dell’attività non retribuita”, commissionato all’Ires, Istituto per la ricerca sociale, dallo Spi, il sindacato pensionati della Cgil. Nel rapporto si evidenzia soprattutto il peso delle attività gratuite di aiuto e cura informale degli anziani. Solo per la cura dei nipoti l’impegno dei nonni può arrivare ad essere paragonato ad un monte retribuzioni di 13,8 miliardi di euro l’anno.

Il valore (monetario) dei nonni…

Sono circa 4,7 milioni gli over-54 impegnati nell’aiuto gratuito (su circa 13 milioni di italiani impegnati in aiuti informali). Il loro aiuto rappresenta oltre il 50% dell’intero monte ore del sostegno gratuito erogato dai cittadini italiani. I compiti si concentrano soprattutto sulla cura di bambini e ragazzi (circa l’80% delle ore complessive), con una forte presenza anche nell’aiuto ad altri adulti (circa il 40%).

Dai dati dell’Ires risulta che in Italia ci sono circa 6,9 milioni di nonni. Di questi, solo 963.000 non si prendono mai cura dei nipoti, mentre più 5,9 milioni lo fanno, anche se in misura e modalità diverse. Monetizzando queste cure si arriva a un valore del lavoro che va dai 7,3 ai 13,8 miliardi di euro l’anno.

La ricaduta sulle famiglie è tanto concreta quanto trascurata: l’aiuto dei nonni fa risparmiare alle famiglie (considerando i costi diretti che altrimenti dovrebbero sostenere per gli asili nido o le baby-sitter) tra i 495,6 milioni e 1,3 miliardi di euro l’anno.

… non solo coi nipoti

L’intervento degli anziani non si limita alla cura familiare dei nipoti. Gli anziani impegnati in attività di volontariato sono oltre 304.000, su un totale di circa 826.000 volontari, con un impegno complessivo superiore alle altri classi di età. Per una stima economica compresa tra 299 e 309 milioni di euro l’anno.

Insomma, in Italia gli anziani rappresentano un significativo ammortizzatore sociale informale e spesso non riconosciuto. Questo a fronte di quasi 9 milioni di anziani che prendono pensioni da 700 euro al mese e, tra questi, oltre 4 milioni, con meno di 500 euro mensili. Sono dati da comparare e tenere presenti in ogni progetto di riforma del welfare. (A.D.M.)

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