Annamaria Furlan su scuola: clima incandescente, Governo corregga errori

(Teleborsa) – “Anche quest’anno il clima nella scuola italiana rischia di diventare davvero incandescente come si è visto in questi giorni in tante città italiane. Si sarebbe potuto evitare tutto questo. Il piano dei trasferimenti sta comportando una mobilità forzata e disagi enormi per gli insegnanti e le loro famiglie per errori ministeriali che è ancora possibile correggere”, sostiene la Segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, sul problema dei trasferimenti dal Sud al Nord del personale della scuola con una lettera aperta pubblicata oggi sul Corriere del Mezzogiorno.

“E’ proprio inevitabile che le riforme della scuola in Italia – scrive la Furlan – debbano sempre accompagnarsi a tensioni così aspre ed ad un disagio così diffuso tra chi di scuola e nella scuola vive e lavora, come stiamo constatando anche in questi giorni?”. E aggiunge: “Non c’e’ una innata ritrosia di chi lavora nella scuola rispetto a proposte di cambiamento. C’e’ il bisogno di sentirsi coinvolto e partecipe, una esigenza che nasce dalla particolare natura del lavoro svolto. Recuperare una dimensione di condivisione del progetto, così clamorosamente mancata in questi mesi dopo le attese che questo Governo aveva suscitato al suo esordio, dovrebbe essere la via da intraprendere subito”.

Da qui la proposta della Furlan: “Si aprirà ora una stagione di rinnovi contrattuali: se ne faccia l’occasione per riportare a sedi di confronto e negoziato le materie che toccano direttamente il rapporto di lavoro. Lo si fosse fatto su altri aspetti (premialità, assegnazione di sede ai docenti) avremmo oggi meno tensioni e conflitti nella scuola italiana e migliori chance di buon andamento del servizio. Si ricostruisca attorno alla scuola un clima di alleanza fra società, politica, istituzioni. Questa è la richiesta della Cisl”.

“La spesa in istruzione, che questo Governo ha incrementato ma che ci vede ancora in ritardo rispetto alla media europea – conclude il Segretario Cisl – non può essere considerata un semplice costo. E’ un investimento di cui non è la scuola, ma è il Paese ad avere più che mai bisogno. Per questo occorre un grande senso di responsabilità da parte del Governo e delle Istituzioni per affrontare con lo strumento del dialogo con il sindacato i problemi aperti nella scuola, nella comune ricerca di un consenso sociale sulla riforma che finora, purtroppo, è mancato”.

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