Amazon inverte la rotta: meno smart working e più uffici

Il colosso americano dell'e-commerce va in controtendenza e prevede un piano di investimenti per nuove sedi fisiche

Amazon va in controtendenza e finanzia un piano di espansione per costruire migliaia di uffici in sedi fisiche. Proprio il colosso miliardario che più si è arricchito dai mesi di lockdown, con una crescita dell’80% in borsa da inizio 2020, per tutti gli ordini fatti dai consumatori costretti tra le mura domiciliari, investe nella costruzione di succursali da piazzare in sei diverse città degli Stati Uniti.

Amazon, meno smart working e più uffici: il piano di investimenti

Mentre il mondo dell’impresa ha riscoperto, involontariamente durante l’epidemia, i vantaggi del lavoro da remoto e impiega le risorse future sullo smart working, anche con conseguenze urbanistiche sui centri economici in tutto il pianeta, Amazon fa il contrario.

L’azienda del multimiliardario Jeff Bezos ha infatti comunicato il progetto di aumentare di 3.550 i posti di lavoro nei “corporate hub” di New York, Phoenix, San Diego, Denver, Detroit e Dallas. Un piano di investimento che il colosso dell’e-commerce ha stimato essere del valore di 1,4 miliardi di dollari.

A dimostrazione dell’importanza del progetto, 2.000 di queste nuove assunzioni lavoreranno nell’edificio storico di Manhattan che un tempo ospitava gli iconici grandi magazzini Lord & Taylor. Amazon avrebbe, infatti, acquistato la struttura in pieno centro a New York, in Fifth avenue, dalla società di “coworking” WeWork, una sussidiaria di We Co., per oltre 1 miliardo di dollari.

Secondo quanto prevede il vice presidente del personale Ardine Williams, nonostante Amazon abbia concesso al personale di lavorare da casa fino al prossimo 8 gennaio, si aspetta comunque che i propri dipendenti facciano rientro in sede una volta la pandemia venga messa più sotto controllo. Una strategia che distingue la proprietà di Jeff Bezos rispetto agli altri colossi del Big Tech.

Amazon in controtendenza: i piani dei Big Tech

Non è il piano di Facebook ad esempio, che già da maggio ha previsto durante il prossimo decennio un deciso “disloscamento” del personale verso le attività da remoto. Strategia, quella di lavorare dallo studio o dal salotto, che Mark Zuckerberg scommette non dovrebbe influire sui livelli di produttività dei dipendenti, ma anzi farebbe emergere i migliori talenti.

Ancora più ambiziosa Twitter che ha proposto ai propri impiegati contratti di smart working a tempo indeterminato.

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