Amazon e il braccialetto della discordia: il colosso dell’e-commerce finisce nella bufera

Braccialetto elettronico per lavoratori: li aiuta o li monitora? E, soprattutto, qual è la linea di confine tra doveri dei lavoratori e violazione dei diritti?

(Teleborsa) Alla fine arriverà anche il braccialetto elettronico per monitorare i dipendenti? In queste ore, intanto,  sono in tanti a domandarsi quale sia il confine tra lecito e illecito e quando, invece, si supera la soglia fino a sconfinare in una pericolosissima violazione dei diritti.

QUELLA SOTTILISSIMA LINEA DI CONFINE – Una linea che sembra diventare sempre più sottile.
Ottimizzare il lavoro nei magazzini in cui si evadono gli ordini online con braccialetti “intelligenti” per i dipendenti in grado di monitorarne le attività: è questa l’idea brevettata da Amazon per velocizzare le operazioni di consegna che ha fatto esplodere la polemica in queste ore.
E così il colosso di Seattle finisce ovunque nella bufera, anche in Italia dove c’è stata una vera e propria sollevazione sindacale e politica.

“E’ facile declamare sui temi del lavoro, ma la sfida è il lavoro di qualità e non il lavoro con il braccialetto”, commenta il premier Paolo Gentiloni.

TAJANI: “INACCETTABILE UOMO ROBOT” – “L’Unione Europea è fondata sulla libertà e la dignità della persona, a cominciare dal lavoro. La nostra economia sociale di mercato é finalizzata a valorizzare il lavoratore e il suo benessere. É inaccettabile considerare l’essere umano come robot o peggio. Non si fa attendere neppure la reazione del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani che affida a Twitter una dura presa di posizione.

COME FUNZIONANO I BRACCIALETTI –  Un aiuto per i lavoratori o un modo di monitorarli? Il sistema pensato dal colosso di Seattle si basa su braccialetti connessi all’inventario e agli ordini, in grado di controllare con precisione se le mani dei dipendenti si stanno muovendo nel posto “giusto”. In poche parole, il braccialetto rivelerà se lo staff sta compiendo i passaggi corretti e più veloci per evadere un ordine.

L’AFFONDO DEL CODACONS – I braccialetti brevettati da Amazon per i propri dipendenti andrebbero contro la normativa italiana sul lavoro. Fa la voce grossa anche il Codacons che nella giornata di ieri ha annunciato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e all’Ispettorato del lavoro.
“Dopo le preoccupanti notizie emerse nelle ultime ore chiediamo oggi un intervento della magistratura e degli organi preposti per verificare cosa si celi dietro il brevetto Amazon – spiega il Codacons – I braccialetti di cui dovranno dotarsi i dipendenti della società potrebbero infatti violare le normative italiane sul lavoro, configurare una violenza privata ai danni dei lavoratori che non possono scegliere volontariamente se dotarsi o meno dei dispositivi, e aprire il fronte dei danni sanitari nel caso in cui i dipendenti siano esposti a maggiori campi elettromagnetici a causa di tali strumenti di nuova generazione”. Per tale motivo, continua la nota, presenteremo un esposto alla Procura e all’Ispettorato del Lavoro chiedendo di intervenire nell’interesse dei lavoratori italiani dell’azienda, svolgendo indagini approfondite sulla liceità dei braccialetti studiati da Amazon e sequestrando il brevetto, verificando anche possibili ripercussioni sulla salute derivanti da eventuali campi elettromagnetici legati ai dispositivi”.

 

LA REPLICA DI AMAZONE Amazon che fa? Ovviamente si difende e respinge gli attacchi al mittente:  “In tutti i Paesi in cui operiamo rispettiamo in maniera rigorosa tutte le regolamentazioni in materia di lavoro“, chiarisce in una nota, spiegando anche che “i brevetti impiegano anni per essere approvati e non necessariamente riflettono gli sviluppi attuali che stanno avendo i nostri prodotti e servizi”. E che negli ultimi 20 anni il gruppo ha introdotto “diverse innovazioni tecnologiche per supportare i nostri dipendenti durante il loro lavoro e rendere i processi più semplici ed efficaci”.

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