Allarme Istat: cresce l’abbandono scolastico in Italia, 1 giovane su 4 è Neet

In Italia , si legge nel rapporto, i principali indicatori dell’istruzione e della formazione si mantengono molto inferiori alla media europea

(Teleborsa) Li chiamano, con un acronimo inglese, Neet, “Not in Education, Employment or Training”. Una parola per racchiudere una realtà che non racconta niente di buono visto che parliamo dei giovani tra i 15 e i 29 anni che non sono iscritti a scuola all’università, che non lavorano e che nemmeno seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale. Una condizione che ovviamente non può non preoccupare se è vero, e sicuramente lo è, che il futuro di un paese va di pari passo con le condizioni di lavoro, e dunque di vita, della fetta di popolazione più giovane.

1 SU 4 E’ NEET – Qual è la situazione nel nostro paese? In Italia è neet un giovane su quattro, il 24,1%, dunque non studia e non lavora. Un dato in peggioramento rispetto al passato. Particolarmente critica poi la dinamica dell’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione (14% dei giovani di 18-24 anni) in crescita dopo 10 anni di ininterrotta diminuzione, specialmente al Nord.  Lo dice il rapporto Istat 2018 sul Benessere equo e sostenibile.

INFERIORI ALLA MEDIA EUROPEA- Nel nostro paese , si legge nel rapporto,  i principali indicatori dell’istruzione e della formazione si mantengono molto inferiori alla media europea. Le persone di 30-34 anni che hanno completato un’istruzione terziaria (Università e altri percorsi equivalenti) sono state il 26,9%, una percentuale ancora molto distante dalla media europea (39,9%). Basti pensare che tra i paesi Ue soltanto in Romania il valore è inferiore (26,3%).

Anche prendendo in considerazione la percentuale di persone di 25-64 anni con almeno il diploma è significativamente più bassa di quella media europea (rispettivamente 60,9% e 77,5%). Solo Spagna (59,1%), Malta (51,1%) e Portogallo (48%) hanno segnato percentuali più basse. Più contenuto appare lo svantaggio rispetto agli altri paesi Ue per la formazione continua: in questo caso, l’Italia occupa il 18esimo posto con il 7,9% di individui, contro il 10,9% della media europea.

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