Allarme Fiom a Torino con 10mila posti di lavoro a rischio, non si salva neanche la FCA

La cifra potrebbe salire fino a 15.000 unità se si considerano le imprese più' piccole

(Teleborsa) – La crisi economica rischia di costare caro agli operai delle aziende metalmeccaniche di Torino, capitale dell’industria italiana dell’auto. Anche la FCA non è esente da questa minaccia, che rischia di tagliare fuori dal tessuto produttivo un numero compreso fra 5 mila e 15 mila unità. E’ questo l’allarme lanciato dalla Fiom che sottolinea come nelle aziende metalmeccaniche torinesi ci siano almeno tra i 5.000 e i 10.000 posti di lavoro a rischio, un numero che potrebbe salire fino a 15.000 se si considerano le imprese più’ piccole.

L’indagine ha preso in esame 45 aziende medie e grandi, tra le quali appunto anche quella che un tempo si chiamava Fiat e che ad oggi utilizzano ammortizzatori sociali, ed ha evidenziato come in tutto siano 12.029 su un totale di 13.931 i lavoratori interessati da cassa integrazione ordinaria (2.850), cassa straordinaria (650), contratti di solidarietà’ (2.569). I numeri rivelano inoltre che le aziende che hanno avviato la procedura di mobilita’ sono 288, mentre 630 hanno chiuso o sono fallite. “E’ un quadro che non può’ lasciarci indifferenti, temiamo un restringimento della base industriale“, ha sottolineato il segretario provinciale Federico Bellono, che ha ricordato come “l’investimento di Fca a Mirafiori e’ un passo avanti, ma non sufficiente”.

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