Alitalia, referendum chiuso. Fiato sospeso in attesa del verdetto

(Teleborsa) – Il referendum di Alitalia si è concluso tra timori e paure per il verdetto che ne uscirà: salvezza o fallimento per l’ex compagnia di bandiera. L’affluenza è stata di circa il 90%. 

Poche ore e si saprà sei i lavoratori hanno scelto oppure no di accettare il preaccordo tra azienda sindacati e Governo raggiunto lo scorso 14 aprile. 

Lo scrutinio presidiato dai rappresentanti sindacali è già partito. I risultati arriveranno in serata. Poi il 26 aprile al Ministero dello Sviluppo economico si terrà la prima riunione post referendum tra azienda e sindacati. 

La situazione rimane delicata, mentre i sindacati non nutrono molte speranze sull’esito positivo della consultazione. Governo, azienda, soci e sindacati temono fortemente che i “NO” prevalgano. Dai lavoratori, infatti, sarebbero emersi chiari segnali che la strada dei “NO” sia quella più probabile. 

Sono ore concitate, le ultime per tentare di salvare la compagnia aerea. Lo sa bene il Governo, lo sanno i sindacati e i lavoratori. Lo sa lo stesso Premier Paolo Gentiloni che ha affermato: “So bene che ai dipendenti vengono chiesti sacrifici, ma so che senza l’intesa sul nuovo piano industriale l’Alitalia non potrà sopravvivere e sento il dovere di ricordare a tutti la gravità della situazione in cui ci troviamo. Alitalia è una azienda privata – ha sottolineato e ricordato ancora il Premier – e di fronte alle sue perduranti e serie difficoltà il Governo ha incoraggiato gli azionisti italiani e stranieri a impegnarsi in un nuovo piano industriale e in una forte ricapitalizzazione della società”.

E lo stesso Ministro Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, ha ieri ribadito la preoccupazione in un’intervista al TG1, lanciando un “avvertimento” diretto verso chi non aveva ancora votato: “Non ci sono le possibilità di una nazionalizzazione dell’Alitalia, non ci sono altre soluzioni, per cui bisogna seguire questa strada che è stata intrapresa con coraggio e che può essere l’unica strada per il rilancio della compagnia”.

Il Segretario Generale della CISL, Annamaria Furlan concorda con il Premier: “Le parole espresse dal Presidente del Consiglio ci mettono di fronte ad una drammatica realtà: Alitalia morirà se verrà bocciato il piano. I lavoratori hanno ora in mano il destino della loro azienda”, ha spiegato la Furlan.

Il segretario generale della UIL, Carmelo Barbagallo punta il dito contro “l’improvvida gestione del management degli ultimi anni. Ora bisogna salvare il lavoro e non rendere vani i sacrifici fatti dai lavoratori. Poi bisognerà puntare a un’effettiva discontinuità aziendale e a un sistema di partecipazione nelle scelte che dia una futuro certo all’Alitalia”.

Alitalia, referendum chiuso. Fiato sospeso in attesa del verdetto