Alitalia, come verranno ricollocati i 7.800 dipendenti

Alitalia, al via il progetto di riqualificazione e ricollocazione del personale della vecchia compagnia, attraverso un sistema di incentivazioni.

Parte il progetto di riqualificazione e ricollocazione del personale della vecchia Alitalia: si chiama “new job” ed è un piano per favorire la ricollocazione volontaria dei 7.800 dipendenti della vecchia Alitalia attualmente in amministrazione straordinaria.

Il progetto è stato sottoscritto dai tre commissari straordinari e dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, UglTa, e prevede l’avvio di percorsi formativi orientati alla valorizzazione delle competenze e l’attivazione di incentivi fiscali e contributivi per favorire le assunzioni.

Alitalia, i numeri

Il piano “new job” prevede la ricollocazione di 7.800 dipendenti. Di questi, circa 3.800 appartengono ai 2 rami in vendita della manutenzione e dell’handling, ” i quali verranno auspicabilmente assorbiti progressivamente, nel percorso del processo di cessione”, riporta il documento. La manutenzione sarà probabilmente ceduta ad Atitech, l’handling dovrebbe essere assorbito da Swissport.

Circa 800 dipendenti saranno pensionabili nell’arco di vigenza degli attuali ammortizzatori sociali (Cigs 2022/2023 e i successivi due anni di Naspi).

Alitalia, cosa prevede il piano “new job”

L’obiettivo dell’accordo, frutto dell’intesa tra la vecchia compagnia di bandiera e i sindacati, è la riqualificazione e ricollocazione in ambiti lavorativi anche diversi dal trasporto aereo del personale della compagnia, su base esclusivamente volontaria.

La proposta dei commissari punta alla ricollocazione “defiscalizzando e favorendo le assunzioni di personale in Cigs o già collocato in Naspi proveniente da amministrazioni straordinarie o grandi imprese in crisi”. Il sistema di incentivazioni “andrebbe attivato presso Ita Airways e altre aziende del settore” o meno.

Tra le opzioni ci sono le “incentivazioni economiche contributive“, le “incentivazione economiche straordinarie (bonus)”, la “possibilità di reinserimento nel programma di Cigs per chi viene assunto e, successivamente, perde involontariamente il lavoro”.

Il sistema d’incentivi e le misure di sostegno alla regolazione sono parte di uno speciale strumento di sostegno alle amministrazioni straordinarie di grandi imprese e dunque, sottolinea la nota stampa dei sindacati, “riguardano tutti i lavoratori dipendenti da imprese in situazioni di crisi” e “vengono attivati con accordi sottoscritti in sede governativa”.