Alitalia accetta le richieste: raggiunto l’accordo e sindacati soddisfatti.

(Teleborsa) – “Abbiamo firmato con Alitalia un accordo che recepisce il nodo centrale delle nostre richieste”. Lo ha dichiarato Emiliano Fiorentino, Segretario nazionale della Fit-Cisl, in merito al documento siglato oggi da sindacati e azienda. “L’accordo – ha aggiunto Fiorentino – riconosce la vigenza e la validità del Ccnl, impegna le parti a rinnovarlo entro il prossimo 31 maggio. Gli alibi sono finiti. I vertici hanno compreso che il rilancio di Alitalia può avvenire solo con la partecipazione di tutti e non con scelte al buio calate dall’alto”. Ora i sindacati attendono di conoscere un piano industriale che possa in realtà garantire una effettiva ripresa della ex compagnia di bandiera. Solo dopo si potrà parlare di rinnovo del contratto.

Per il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, si è trattato di “un importante passo avanti per ricreare un clima costruttivo utile ad affrontare le prossime settimane e voglio ringraziare i sindacati e l’azienda a nome del Governo per il segnale di responsabilità che hanno dato”. 

E’ stata, dunque, una riunione-fiume questa di venerdì 24 febbraio tra Alitalia e sindacati sul rinnovo del contratto del lavoro, dopo lo sciopero di giovedì del personale della compagnia. Il tavolo di confronto era iniziato in mattinata ed è andato avanti per oltre nove ore.  

Erano molti i nodi da sciogliere su cui non si riusciva a raggiungere un’intesa. Il Direttore del personale di Alitalia, Antonio Cuccuini, aveva parlato di un “atteggiamento positivo” dell’azienda, ma restava dura la linea dei sindacati, che ponevano come condizione per il proseguimento delle trattative, il ritiro delle misure “unilaterali” assunte dalla compagnia, fra cui la sostituzione dal 1° marzo di un regolamento aziendale al precedente contratto scaduto ed il congelamento degli scatti di anzianità. E il Direttore Cuccuini ha avuto ragione.

Già nella serata di ieri, il segretario della Fit-Cisl, Emiliano Fiorentino, aveva premesso che si sarebbe seduto al tavolo solo in caso di “ripristino delle condizioni contrattuali” previste dal contratto nazionale di settore scaduto, che prolungherebbe quindi la sua efficacia sino all’accordo sul nuovo contratto. Esclusa anche l’ipotesi di mera applicazione del contratto Ryanair, perché i sindacalisti sottolineano che “Alitalia il contratto ce lo ha già”.

Il rinnovo del contratto è solo l’ultimo dei problemi della compagnia. Alitalia è infatti in una fase delicatissima della sua storia: fra cambi al vertice (dopo le dimissioni di Colaninno dal CdA ed il siluramento del numero uno di Etihad James Hogan, brucia anche la poltrona di Luca Cordero di Montezemolo), un piano industriale che tarda, le voci di possibili alleanze sul lungo raggio con Ryanair ed una ipotetica alleanza con Lufthansa per il low cost. Da non sottovalutare poi anche le voci di un defilamento della stessa Etihad, delusa dall’attuazione del precedente piano di rilancio. 

Intanto c’è da registrare il successo dello sciopero Alitalia che giovedì 23 febbraio ha provocato la cancellazione il 60% dei voli: secondo fonti sindacali l’adesione allo sciopero è stata quasi totale. Lo sciopero era stato indetto dalle sigle sindacali USB e CUB Trasporti e dal ANPAC e ANPAV per 24 ore e dai sindacati confererali  Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl-Ta per 4 ore (dalle ore 16 alle ore 18). L’agitazione, che coinvolgeva anche i servizi di gestione aeroportuale, è scaturita dal mancato rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre scorso, in seguito al flop dell’ultimo tavolo di confronto con Assaereo. 

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