Air Italy, crisi irrecuperabile: decisa la liquidazione, 1200 lavoratori tremano

“A causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato”, i soci hanno preso questa decisione all'unanimità. Grande preoccupazione per i dipendenti

AirItaly finirà in liquidazione. Gli azionisti di Air Italy, Alisarda con il 51% del capitale e Qatar Airways con il 49% attraverso AQA Holding, fanno sapere che, “a causa delle persistenti e strutturali condizioni di difficoltà del mercato”, hanno preso questa decisione all’unanimità.

In una lettera ai dipendenti il il presidente della compagnia, Roberto Spada, parla di un scelta difficile presa congiuntamente da tutti gli azionisti.

I numeri della crisi AirItaly

Nel 2019 “nonostante l’aumento del fatturato” di Air Italy, che è atteso attorno ai 330 milioni di euro, le perdite previste dovrebbero toccare i 230 milioni di euro, cioè il 70% del fatturato, riferisce Alisarda. “Dato il contesto difficile – spiega – la compagnia ha visto un progressivo peggioramento dei risultati, dopo la partnership e il rebranding di Meridiana in Air Italy.

Nel 2017, ultimo anno di Meridiana Fly, le perdite si attestavano a circa 40 milioni di euro a fronte di un fatturato superiore ai 350 milioni, mentre nel 2018, primo anno della partnership, le perdite ammontavano a quasi 160 milioni, vale a dire il 57% del fatturato.

1200 lavoratori a rischio

Vi avevamo già raccontato di come Air Italy, compagnia già nata dalle “ceneri” di Meridiana, sarda ma con hub a Milano Malpensa, si trovi da tempo in una situazione complicatissima. Sono circa 1200 i lavoratori che rischiano di perdere il posto, 550 solo in Sardegna. Di questi, 200 circa lavorano per Meridiana Maintenance negli hangar dell’aeroporto di Olbia dove viene effettuata la manutenzione degli aerei.

Un altro centinaio sono amministrativi impiegati nella palazzina della compagnia aerea, sempre a Olbia. Altri 120 sono impegnati nel call center e si tratta in gran parte di giovani donne. Il resto è rappresentato da personale di cabina e piloti. Mentre per tecnici e, soprattutto, piloti è più semplice trovare un nuovo impiego, per impiegati e lavoratrici del call center la situazione si presenta molto più drammatica.

“Non si rischiano solo le buste paga – spiega il segretario generale della Fit Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu – ma bisogna considerare anche la perdita delle imposte sugli introiti che la compagnia con sede a Olbia versava in Sardegna. Oltre a ciò va via un know how che una volta perduto non tornerà più con un ulteriore impoverimento dell’isola”.

Il ruolo di Qatar Airways

La decisione finale non piace a Qatar Airways, socio di minoranza di Air Italy, che si era detta “pronta”, ancora una volta, a fare la propria parte nel sostenere il rilancio e la crescita della compagnia aerea, “ma ciò sarebbe stato possibile esclusivamente solo con l’impegno di tutti gli azionisti”.

Fin dall’acquisizione effettuata il 28 settembre 2017 di una quota di minoranza in Air Italy, Qatar Airways aveva “creduto fortemente nella compagnia e nel suo potenziale”, supportando il business plan proposto dal management che aveva l’obiettivo di incrementare la crescita di Air Italy e la creazione di posti di lavoro, con l’aggiunta di nuove rotte di lungo raggio e un forte miglioramento dei servizi in volo, in linea con gli alti standard qualitativi di Qatar Airways famosi in tutto il mondo, si legge in una nota della compagnia di bandiera del Qatar.

L’attacco dei sindacati e la rabbia di De Micheli

Non sono affatto dello stesso avviso i sindacati, che da subito hanno denunciato come l’ingresso di AirItaly nel capitale sociale di Qatar Airways non abbia mai prodotto i risultati inizialmente sperati.

Tutte le aspettative e gli impegni assunti dal management sono stati disattesi ed ormai da mesi prosegue l’opera di dismissione di aeromobili, di chiusura e trasferimento delle attività verso altri vettori, determinando scenari preoccupanti non solo per i lavoratori di questa importantissima azienda ma anche per i territori coinvolti, considerati gli effetti nefasti in termini di prospettive occupazionali.

A poco è servito l’interessamento della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, che aveva chiesto un incontro urgente con l’azienda invitando, peraltro, alla sospensione di ogni decisione fino alla riunione con i ministeri competenti.

“Non è accettabile la decisione di liquidare un’azienda di tali dimensioni senza informare prima il Governo e senza valutare seriamente eventuali alternative, pertanto mi aspetto che Air Italy sospenda la deliberazione fino all’incontro che possiamo già calendarizzare a partire dalle prossime ore“, aveva detto.

Cosa succede ai voli

Riguardo ai voli, Air Italy ha comunque rassicurato i viaggiatori chiarendo che cercherà di ridurre al minimo il disagio per i passeggeri. I voli fino al 25 febbraio saranno garantiti e operati negli orari e nei giorni previsti da altri vettori, mentre i passeggeri che hanno prenotato voli in partenza in date successive al 25 febbraio saranno riprotetti o rimborsati integralmente.

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