Al via le agevolazioni per il rimpatrio dei cervelli in fuga. I criteri per l’attribuzione degli sconti fiscali

L'Agenzia delle Entrate promuove il rimpatrio dei cervelli in fuga (27mila all'anno). L'emoraggia di cervelli all'estero costa 1 miliardo all'anno. Beneficiari e dettagli sugli incentivi

Dall’Italia, a fare le valigie sono sempre in tanti: secondo l’Istat, il sette per cento dei dottori di ricerca che hanno conseguito il titolo nel 2004 e nel 2006, a inizio 2010 è emigrato in un altro Paese. Ventisettemila all’anno.
Un giovane ricercatore ha una produttività media di 21 brevetti che, in termini di ricchezza economica, equivalgono a 63 milioni di euro, considerato il valore attuale e in una proiezione a venti anni arrivano a 148 milioni di euro.
Si scrive brain drain, si legge mancati guadagni. L’emorrragia di cervelli all’estero ha infatti costi elevati. Se ne devono essere accorti anche all’Agenzia delle Entrate se a distanza di due anni dall’emanazione dei provvedimenti che prevedono la concessione di incentivi fiscali a chi fa rientro in Italia, giunge finalmente la circolare (n. 14e) che ne consente l’applicazione.
Il documento spiega infatti chi sono i beneficiari dell’agevolazione, il contenuto degli incentivi e la procedura da seguire per richiederli al proprio datore di lavoro.

Gli incentivi d’impresa e di lavoro autonomo sono validi per un periodo di cinque anni, dal 2011 al 2015, e sono riservati ai cittadini Ue che abbiano maturato esperienze culturali e professionali all’estero e che scelgano di tornare nel nostro Paese.
Le agevolazioni sono anche concesse per chi inizierà un’attività o svolgerà una mansione non attinente al percorso di studi o di lavoro compiuto all’estero. I redditi così determinati concorrono alla formazione del reddito complessivo della base imponibile Irpef nella misura del 20 per cento per le lavoratrici e del 30 per cento per i lavoratori.

Ad aver diritto agli incentivi, spiega l’Agenzia, i cittadini Ue nati dopo il primo gennaio 1969, che sono assunti (valgono anche i redditi da co.co.co o a progetto e borse di studio) o avviano un’attività d’impresa o di lavoro autonomo in Italia trasferendovi domicilio e residenza entro 3 mesi dall’assunzione o dall’avvio dell’attività.
Le agevolazioni decorrono dal 28 gennaio 2011, ossia dalla data da cui è in vigore la relativa norma.
Oltre agli incentivi fiscali per incoraggiare il rimpatrio dei cervelli, sarebbe auspicabile prevenirne la fuga. Ad esempio garantendo (maggiore) sostegno economico alla ricerca. Anche in questo i numeri sono illuminanti: i fondi destinati al settore sono rimasti pressoché identici negli ultimi undici anni.

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