Addio pizza made in Italy, due pizzaioli su tre sono stranieri

Circa il 35% dei pizzaioli in Italia non è italiano. In pratica più di uno su 3

Trovare un pizzaiolo italiano è diventato difficile, trovarlo napoletano appare un’impresa impossibile. Circa il 35% dei pizzaioli in Italia non è italiano. In pratica più di uno su tre.

Lo rivela Coldiretti che spiega come la maggior parte delle pizze che ogni giorno vengono preparate (e mangiate) nel nostro Paese, non è Made in Italy.

A MILANO SOLO UNA PIZZERIA SU DUE E’ ITALIANA – A Milano le pizzerie gestite da italiani stanno per essere superate da quelle amministrate da cittadini stranieri: su poco meno di 1.300 imprese che nell’attività dichiarano di servire pizze, più di 600 sono in mano a imprenditori non autoctoni. In testa troviamo gli egiziani (pari al 20% del totale delle pizzerie della città) seguiti dagli imprenditori cinesi (4,5%) e dai turchi (2,1%).
Nessun allarme “invasione”, viene precisato: si tratta semplicemente della legge del mercato: probabilmente i loro prodotti incontrano sempre più il gusto dei consumatori milanesi.

DUE PIZZE SU TRE CONTENGONO ALIMENTI STRANIERI – Sempre secondo Coldiretti, le pizze servite nei piatti italiani contengono spesso e volentieri alimenti provenienti dall’estero. Dalla mozzarella lituana al concentrato pomodoro cinese, passando per l’olio tunisino e il grano canadese: in quasi due pizze su tre servite in Italia sono ottenute da un mix di ingredienti provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori.

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