AAA lavoro cercasi: dal cv cantato all’auto-advertising. Come sfondare il muro dell’indifferenza

La creatività non ha limiti quando si tratta di cercare un lavoro. Lo insegnano i casi di Enzo Vizcaíno, Pietro Mereu, Adam Pacitti e molti altri disoccupati che sono riusciti a sfondare il muro dell'indifferenza

Le difficoltà aguzzano l’ingegno. E quando la propria candidatura si aggiunge a quella di altre centinaia di disoccupati e si ha la sensazione che il curriculum spedito, redatto secondo gli ultimi dettami del modello UE, faccia comunque un buco nell’acqua… entra in campo la ceatività FOTO

Alcuni casi sono eclatanti. L’ultimo successo mediatico è frutto dell’iniziativa e delle doti canore di Enzo Vizcaíno, un giovane disoccupato spagnolo, che mette in musica il proprio curriculm vitae e gli dà voce nella metropolitana di Barcellona, accompagandosi con una chitarra. Il cv diventa canzone, qualcuno realizza un video che spopola online e si compie il miracolo: il giovane laureato in giornalismo trova lavoro (non ci è dato di sapere se in una redazione o come cabarettista).

Il catalogo dei ‘cerco lavoro‘ più originali è corposo. Tra questi non possiamo dimenticare Pietro Mereu, che decide di girare l’Italia con il cartello "Disoccupato in affitto". Il video che documenta la sua impresa ottiene successo e la sua avventura per le vie del Paese, dietro i sorrisi che suscita, ha un retrogusto amaro.

Recentemente ha fatto molto parlare di sé (e pare abbia anche trovato lavoro) Adam Pacitti, ventriquattrenne inglese, laureato in Media Production all’Università di Winchester. Adam ha speso le sue ultime 500 sterline per acquistare un cartellone pubblicitario in cui chiedeva un lavoro e rimandava per ulteriori informazioni al blog dove un brillante curriculum video attendeva gli utenti.

L’era delle agenzie di collocamento e dei curriculum a regola d’arte è dunque tramontata? La ricerca di un’alternativa ai canali tradizionali per attirare l’attenzione sulla propria condizione di disoccupazione ha precedenti eccellenti, che vanno indietro nel tempo. Tra tutti il caso di alcune dipendenti del colosso statunitense Enron, licenziate in massa contestualmente alla bancarotta della multinazionale, nel 2001, che posarono per un calendario di Playboy. L’idea fu poi ripresa qualche anno dopo dalle hostess dell’iberica Air Comet, nude su un calendario per esigere il pagamento degli stipendi arretrati. 
Della stessa serie anche l’iniziativa di  Romain Mesnil, l’asso francese del salto con l’asta, rimasto senza lavoro, che aveva deciso di attirare gli sponsor correndo tutto nudo per Parigi. Quando trovare lavoro è un’impresa, anche il pudore si fa da parte.

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