A Palermo tornano i lustrascarpe: tra di loro anche laureati e diplomati

In 70 hanno risposto a un bando di Confartigianato: sono stati scelti in 15

C’erano una volta i lustrascarpe che, per professione, lucidavano le scarpe degli altri in strada, spesso in postazioni di ‘comodo’: una cassetta di legno con un poggiapiedi.

In realtà, ci saranno ancora. A Palermo e ben organizzati.

Alla fine del gennaio scorso, infatti, la Confartigianato locale ha pubblicato un bando per la selezione di lustrascarpe che lavoreranno in centri nevralgici del capoluogo siciliano, tra cui l’aeroporto.

Due gli scopi dell’associazione che riunisce gli artigiani palermitani: rilanciare i mestieri di un tempo e offrire un’occupazione dignitosa soprattutto ai giovani.

All’appello hanno risposto oltre 70 persone.

Le selezioni si sono concluse e sono stati scelti dodici uomini e quattro donne: tra di loro anche un laureato e tanti diplomati, di età compresa tra i 20 e i 61 anni.

Come si apprende dal Giornale di Sicilia, i selezionati hanno dato vita a una cooperativa Shoeshine 2.0, termine inglese da cui, poi, è derivato quello di Sciuscià (tra l’altro titolo di un famoso film diretto da Vittorio De Sica).

La scelta di inserire la versione 2.0 al nome, ovviamente, non è stata scelto a caso, perché i lustrascarpe si rimboccheranno le maniche per promuovere il proprio brand utilizzando anche i social media, oltre che stringendo alleanze con aziende di calzature.

Insomma, un progetto lavorativo che unisce passato e presente, ricordando a chi lustrerà le scarpe che anche il detective Joe Petrosino e l’attore Al Pacino sono stati loro colleghi…

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