5 Mila Curriculum a Starbucks per lavorare a Milano

Per l'apertura della caffetteria di piazza Cordusio, si sono candidati 5mila giovani italiani. Obiettivo: lavorare nell'azienda del cuore

C’è chi lo aspettava da tanto e finalmente Starbucks un anno fa ha annunciato l’apertura della caffetteria a Milano. Oggi il progetto è ormai quasi in dirittura d’arrivo, con l’apertura prevista per il prossimo settembre.

Sono 5 mila i curriculum arrivati alla multinazionale americana per lavorare nello store: 5 mila giovani italiani tornati da qualche mese all’estero o semplicemente affezionati amanti del brand. I candidati scelti saranno soltanto 150, ma Starbucks assicura altre assunzioni (fino a 300 entro il 2018). E’ prevista infatti l’apertura di altre caffetterie in Lombardia, in collaborazione con il gruppo Percassi che si è già occupato in passato di portare Victoria’s Secret e Lego Store nel capoluogo lombardo.

Il colosso americano, fondato a Seattle nel 1971 dai tre insegnanti Jerry Baldwin, Zev Siegl e Bowker, ma portato alla ribalta dall’amministratore delegato Howard Schultz, è presente in 76 Paesi e conta quasi 28mila caffetterie e 300mila dipendenti, per la maggior parte sotto i 30 anni.
Schultz ha sempre avuto il desiderio di sbarcare in Italia, fin da quando venne per la prima volta a Milano, nel 1983. “Serviva un modo appropriato e rispettoso” spiega Martin Brok, presidente Emea di Starbucks. Aprire caffetterie nel Paese vero cultore del caffè non era certo facile: ci sono voluti trent’anni e, nonostante questo, sono nate polemiche.

Sono soprattutto i giovani però, il principale target del colosso multinazionale ad accogliere con entusiasmo l’apertura della Milan Reserve Roastery di Piazza Cordusio. “È fantastico che apra a Milano e con un format particolare come quello della Roastery Reserve. Sono sicuro che avrà successo e spero di far parte di questo progetto, di crescere dentro questa azienda” spiega con foga Pierluigi, di Bari e stewart da diversi anni a Milano.

Per la maggior parte di quei 5mila curriculum, non si tratta soltanto di trovare un lavoro, ma è il sogno di lavorare all’interno del brand del cuore, quello che all’estero è diventato un punto di riferimento dei loro viaggi, come spiega Davide “Sono affezionato al brand! Viaggio molto all’estero e per me è un punto di riferimento. Se non sarò assunto, sicuramente sarò un assiduo cliente!”.

Come spiega Anna, 37 anni, che sarà una degli operations manager della nuova caffetteria, Starbucks è considerato nella capitale britannica come il luogo dove i giovani trascorrono la maggior parte delle loro giornate, dopo casa e lavoro. Non rimane che attendere settembre per un Frappuccino.

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