Wwoof, abbandona la città e riscopri l’agricoltura a misura d’uomo

Le esperienze nell'associazione Wwoof promettono di migliorare la qualità di vita sotto tutti gli aspetti: dallo scambio umano, sociale e dei valori, alla gastronomia e linguistica

La lontana origine di Wwoof è all’estero, in Inghilterra, e nasce come semplice gruppo di persone che amano fare esperienze di vita all’aria all’aperta. Come spesso accade, le cose più semplici sono quelle che fanno più presa sulle persone e spesso si trasformano in qualcosa che va ben al di là di una combriccola di amici, nata nel lontano 1971. L’associazione di allora metteva in contatto gli amanti delle attività agricole con gli agricoltori “di ritorno”, cioè fuggiti dalla città e intenti a costruire la propria vita a contatto con la natura. Uno dei loro problemi era l’isolamento in cui si ritrovavano e questa lacuna veniva colmata dai primi soci del Wwoof.

L’iniziativa Wwoof (World-Wide Opportunities on Organic Farms) riscuote parecchio successo, tanto che arrivano persone anche da lontano e soprattutto persone che desiderano protrarre l’esperienza di vita rurale per un periodo di tempo più lungo di un fine settimana. Il movimento si espande velocemente soprattutto nel mondo anglosassone ma poi anche in altri Paesi.

In Italia, le prime liste organizzative Wwoof nascono nei primi anni 90, quasi 30 anni fa, ma l’effettiva nascita come associazione è del 1999, che nel 2005 diventa associazione di promozione sociale, senza scopo di lucro.

“Quest’ultima caratteristica è importante chi sottoscrive lo statuto dell’associazione deve sentirsi socio di un movimento e non un semplice utente di un servizio. Quindi, per noi è importante anche fare un po’ di filtro per verificare se chi vuole iscriversi abbia ben presente la componente sociale, sia come semplice socio, sia come ospite o viaggiatore”, afferma Claudio Pozzi, responsabile del coordinamento Wwoof Italia.

Lo scambio umano, sociale, di competenze e valori, cultura, anche gastronomica e linguistica, è al centro di questa esperienza, con lo scopo ultimo di migliorare la qualità della vita di tutti i soci, qualsiasi ruolo ricoprano. Non si tratta quindi solo di vitto e alloggio in cambio di lavoro, in pratica non è una realtà adatta per chi ha bisogno di manodopera o chi vuole fare una vacanza a basso costo. Lo scopo è la formazione di cittadini più consapevoli, grazie alla diffusione da parte di cinquemila volontari in Italia, che al termine della loro esperienza ritornano alla vita precedente con la corretta concezione dell’agricoltura biologica non tanto come una tecnica agricola ma come scelta di vita.

 Addirittura, gli associati a Wwoof sono coscienti di essere anche formatori, infatti buona parte dei giovani agricoltori che intraprendono una nuova attività passa da una esperienza di Wwoofing.

Oggi il 40% dei viaggiatori è costituito da Italiani, la restante parti da stranieri, soprattutto dagli Stati Uniti, che vogliono venire in Italia a fare questo tipo di esperienza. Se è più evidente il vantaggio di chi viaggia e si sposta, abbandona il proprio modo di vivere e si lancia ben al di fuori della propria zona di socialità urbana, dall’altra chi ospita ha il vantaggio spesso di rompere il proprio isolamento, sociale, culturale e umano.

Le aziende che ospitano i soci possono trovarsi nei luoghi più sperduti, senza collegamenti internet o telefonico, o possono essere agriturismi vicino a una città storica, o ancora aziende agricole al mare. Sicuramente chi ospita mette al centro l’esperienza di scambio educativo, ovvero la comunicazione e la condivisione del proprio stile di vita e di lavoro.

Descritto con le parole di Claudio Pozzi, “Lo scambio è decisamente conviviale, si dorme sotto lo stesso tetto e si mangia alla stessa tavola e si rispettano gli stessi orari, chiaramente non è un regime ferreo e chi deve studiare o trovare un po’ di tempo per sé può farlo. Spesso infatti ci sono molti studenti, anche tirocinanti, oppure persone che si prendono un anno sabbatico o anche intere famiglie. In particolare, soprattutto in virtù della particolare situazione che stiamo vivendo, ci sono ultra 50enni che esplorano la possibilità di crearsi un’alternativa serena per il proprio futuro”.

Esistono delle situazioni in cui cerchiamo anche di instradare migranti, con l’aiuto dei centri di accoglienza, verso una esperienza lavorativa e linguistica, anche di qualche mese, con l’obiettivo di aiutarli ad affrontare la permanenza nel nostro Paese con maggiore solidità e dignità.Chi ha interesse a scoprire di più sulle attività e filosofia di vita di Wwoofing, può trovare tutte le informazioni sul sito web Wwoof.

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