Dl Liquidità non decolla, banche nel mirino: cosa non funziona?

Ne abbiamo parlato con il commercialista Gennaro Di Leva per provare a fare chiarezza. Nelle scorse ore anche il Ministro Patuanelli ha rimproverato alcuni istituti bancari che "non collaborano" come dovrebbero

Presentato come una “potenza di fuoco” a disposizione delle imprese, il Dl Liquidità, nel passaggio dalla teoria alla pratica, sta incontrando più di qualche ostacolo. “È innegabile che gli effetti del Dl liquidità scontano l’atteggiamento di alcuni istituti bancari che non stanno collaborando come dovrebbero e come potrebbero nell’erogazione dei finanziamenti alle imprese”. A dirlo, meno di 48 ore fa, a chiare lettere il Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli, interrogato al Senato circa le misure messe in campo per aiutare i settori produttivi colpiti dall’emergenza coronavirus.

 

Noi ne abbiamo parlato con il commercialista Gennaro Di Leva, titolare dell’omonimo studio, per provare a fare chiarezza su una questione a dir poco spinosa. 

 

Sui prestiti fino a 25 mila euro che,  nelle intenzioni del Governo, dovrebbero essere concessi senza istruttorie, tante imprese segnalano che, invece, l’iter richiesto dalle banche è piuttosto complesso. E’ davvero così?

 

“Sento di poter dire che, alla prova dei fatti, è piuttosto azzardato affermare che non viene fatta istruttoria , da istituto a istituto di credito oltre all’ allegato 4 per la garanzia e la domanda, quasi tutte le banche chiedono di allegare dichiarazione dei redditi, dichiarazione IVA  con ricevuta dell’invio effettuato, e per le SRL il bilancio depositato con ricevuta, e qualora i dati del 2019 risultassero migliorativi rispetto al 2018, per le srl non basterebbe la dichiarazione IVA inviata, ma si richiederebbe anche il bilancio depositato con ricevuta. Basti pensare che l’Ente garante, chiede le ricevute dell’invio delle dichiarazioni, quando basterebbe la dichiarazione fiscale scaricata dal cassetto fiscale che contiene ai margini il protocollo di invio. Inutile dire come in questi momenti sarebbe opportuno snellire tutta questa burocrazia”.

 

In particolare una la criticità segnalata dalle neo imprese, specie quelle costituite lo scorso anno, dunque senza precedenti bilanci: nel provvedimento si parla di semplice autocertificazione, nella pratica sembrerebbe che la gran parte delle domande siano respinte. Risulta che le banche siano particolarmente diffidenti? 

“Alcuni istituti di credito stanno richiedendo il modello IVA con ricevuta d’invio per le imprese individuali e  le società di persone, e per le SRL addirittura il bilancio depositato con ricevuta. Sia il termine di presentazione della denuncia IVA sia il termine di deposito del bilancio è stato differito al 30/06/2020 vista l’emergenza COVID. Doveva essere un semplice Allegato con un’autocertificazione, invece è diventata una vera e propria istruttoria, e ad oggi credo che nessuno o, volendo essere più ottimisti, pochi eletti hanno avuto l’erogazione del finanziamento”.

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