WhatsApp prepara la svolta social: ecco la funzione Community

La piattaforma di chat inaugura una nuova era, fornendo agli utenti nuovi strumenti: dall'aggregazione di più gruppi in uno più grande alle reazioni ai messaggi

WhatsApp è pronta a fare il grande salto per diventare qualcosa di più vicina a un vero e proprio social network. La piattaforma per chat più usata al mondo lancia la nuova funzione Community, che permette di aggregare più gruppi esistenti formandone uno “maxi” i cui membri si conoscono e si riuniscono in base a interessi comuni. Gli admin potranno così inviare messaggi globali, raggiungendo un pubblico più ampio in tempi più rapidi.

Non esisterà la funzione di ricerca delle Community, che resteranno private, mentre si aprono interessanti novità sulle reazioni ai messaggi. Novità che riguarderanno una platea enorme: la piattaforma, acquistata da Meta nel 2014, conta infatti oltre un miliardo e 600 milioni di utenti (a proposito di social, qui ci siamo chiesti: Facebook sta morendo? Arriva la moneta Zuckerberg).

Cos’è e da dove nasce Community

Negli ultimi anni la concorrenza di app come Discord e Telegram ha senza dubbio indotto alla riflessione vertici e sviluppatori di WhatsApp sul futuro della messaggistica istantanea. Osservando dati e abitudini, è emersa tra gli utenti la volontà di moltiplicare e coltivare contatti e relazioni sui social network, ma all’interno di spazi chiusi e selezionati. Da qui l’idea di Community.

“Ci siamo spinti oltre permettendo alle persone di comunicare non solo con amici e contatti più stretti, ma anche con tutte le diverse community che fanno parte della loro vita”, ha spiegato Il Ceo di Meta Mark Zuckerberg, che in futuro potrebbe vedersela con la concorrenza del visionario Elon Musk e delle sue mire su Twitter. E ha aggiunto: “Costruiremo funzioni di messaggistica comunitaria anche per Messenger, Facebook e Instagram“.

Gruppi, reazioni e messaggi: tutte le novità

Il nuovo sistema di conversazioni supera i limiti della sezione “gruppi”, che prevede si abbia il numero di telefono degli interlocutori per aggiungerli e pone il limite di 256 partecipanti. Affinché le Community non si aggiungano alla moltitudine di comunicazioni già pubblicate nei gruppi, l’invio dei messaggi sarà consentito solo agli amministratori. Questi ultimi avranno anche nuovi “poteri”, come la facoltà di rimuovere contenuti inappropriati o problematici. I membri avranno però la possibilità di riunirsi in sottogruppi, con le stesse regole di comportamento delle chat “normali”.

L’obiettivo dell’azienda, su cui negli anni si sono accesi i riflettori per casi di privacy, è anche preservare la riservatezza dei dati e non far diventare le Community un “Far West” della messaggistica. Ecco che, così come nei gruppi e nelle chat singole, anche nella nuova funzione vige la crittografia end-to-end che rende possibile la lettura di testi, foto e video solo a mittenti e destinatari (in tema video, nasce una nuova piattaforma streaming e cresce l’attesa per l’arrivo in Italia).

Inoltre, attività illegali, quali la diffusione di materiale pedopornografico e il coordinamento di azioni violente o legate alla tratta di esseri umani, saranno monitorate da WhatsApp attraverso le informazioni pubbliche, dal nome della comunità alla sua descrizione o tramite le segnalazioni dei membri.

L’annuncio di Community veicola anche altre novità per gli utenti. Tra queste spiccano la possibilità di produrre reazioni ai messaggi (con la stessa modalità dei social media), la condivisione di file fino a 2 Gigabyte e chiamate
vocali allargate fino a 32 partecipanti.

WhatsApp e scuola

Le potenzialità della nuova funzione si rivolgono a una vastissima platea di utenti, comprese scuole e aziende, enti e organizzazioni. Il loro obiettivo è quello di trasformare WhatsApp in uno strumento utile di coordinamento per finalità differenti, con lo stesso bisogno di comunicare velocemente con lo smartphone.

“A nostro avviso, Community consentirà ai presidi delle scuole di comunicare più facilmente con i genitori, inviando le circolari da leggere e impostando i gruppi secondo classi specifiche, attività extra scolastiche o esigenze di volontariato“, ha sottolineato il team di WhatsApp.