Vaccino, partiti i test del candidato di Sanofi e GSK che sarà infialato ad Anagni

Le due aziende farmaceutiche hanno annunciato l'avvio della fase di sperimentazione e daranno i risultati a dicembre: l'obiettivo è produrre un miliardo di dosi nel 2021

Sanofi e GSK, due aziende farmaceutiche impegnate nella ricerca del vaccino per sconfiggere il coronavirus, hanno comunicato di aver avviato la sperimentazione clinica di fase 1 e 2. Partiti quindi i primi test sui 440 adulti sani coinvolti in 11 siti di sperimentazione negli Stati Uniti.

L’obiettivo delle due aziende è produrre fino a un miliardo di dosi entro la fine del 2021. C’è un po’ d’Italia in questa ricerca: lo stabilimento di Anagni, infatti, sarà il primo in Europa ad avviare la produzione del vaccino. Sanofi e GSK hanno aggiunto che forniranno i primi dati dei test già all’inizio di dicembre, per un contestuale avvio di sperimentazione di fase 3.

Vaccino, in cosa consiste quello di Sanofi e GSK

Il vaccino in questione è, tecnicamente, a DNA-ricombinante in subunità basato su una tecnologia già utilizzata per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente ricombinante.

Questa tipologia dovrebbe permettere di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi. L’hub di Anagni, insieme a quelli di Francia e Germania, sarà uno dei quattro impegnati nella produzione e realizzazione delle fiale. Nonché il primo in Europa a distribuire il vaccino.

Vaccino, il ruolo dell’Italia: lo stabilimento di Anagni

Quello laziale è uno dei quattro siti Sanofi presenti in Italia. Fondato nel 1973, si estende su una superficie di 450 mila metri quadri e rappresenta il più grande impianto per liofilizzati sterili al mondo del Gruppo, oltre a essere un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili.

Mario Merlo, general manager di Sanofi, ha sottolineato come la partenza ufficiale della sperimentazione clinica segni un punto importante nella lotta al Covid-19. Il laboratorio francese Sanofi continuerà comunque a lavorare alla ricerca di un vaccino contro il Covid-19. L’annuncio dato dallo stesso laboratorio riguardo l’interruzione della sperimentazione di fase 3 dell’anticorpo anti-artrite reumatoide Kevzara, perché non ha dato i risultati sperati, nulla ha a che vedere con l’attività di ricerca per un nuovo vaccino, che continuerà regolarmente.

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