Vaccino Covid, perché le dosi sono insufficienti: l’allarme di BioNTech

Il fondatore dell'azienda di biotecnologie che ha sviluppato il vaccino con Pfizer, si dice preoccupato per i vuoti nelle forniture

I produttori del vaccino Pfizer-BioNTech per il Covid-19 sono a corto di dosi e chiamano in causa la concorrenza. Il prodotto della multinazionale farmaceutica americana, sviluppato insieme al centro di biotecnologia tedesco, è stato il primo ad essere approvato e distribuito in tutto il mondo, ma dietro di loro le altre aziende scontano i ritardi su forniture già prenotate dall’Europa.

Vaccino Covid, dosi insufficienti: la preoccupazione del fondatore di BioNTech

A dirsi preoccupato è Ugur Sahin, il proprietario e fondatore della BioNTech, il quale in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel sostiene che la situazione “non è rosea” perché non è in grado di sostenere la domanda di dosi, poiché fino a quando non verranno approvati altri vaccini ci saranno dei vuoti nelle forniture ai Paesi europei.

“C’era l’idea che molte altre società sarebbero arrivate con i vaccini, apparentemente c’era l’impressione che ne producevamo a sufficienza, che la cosa sarebbe stata sotto controllo” ha detto ancora Sahin che non ha nascosto la sua “sorpresa”.

Vaccino Covid, dosi insufficienti: l’aumento della produzione

L’azienda sta predisponendo un altro  impianto di produzione nella città tedesca di Marburg a febbraio, “molto prima del previsto”, per produrre altre 250 milioni di dosi entro la prima metà del 2021.

“Stiamo tentando di avere nuovi partner che producano per noi – spiega Sahin – ma non è che ci siano fabbriche specializzate che non vengono utilizzate in giro per il mondo che possano produrre vaccini della qualità richiesta da un giorno all’altro”.

Per aumentare la produzione la BioNTech ha preso accordi con cinque case farmaceutiche in Europa . Nel piano iniziale erano messe in conto 1,3 miliardi di dosi in tutto il mondo quest’anno, sufficienti per immunizzare 650 milioni di persone.

“Entro la fine di gennaio – ha detto Sahin  – noi avremo una visione più chiara se potremo produrre di più e quanto”.

Il 6 gennaio l’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, dovrebbe autorizzare la distribuzione del vaccino di Moderna, che fornirà all’Italia 10 milioni e 600mila dosi particolarmente importanti in quanto il nostro Paese è rimasto per adesso a corto di 80 milioni di fiale prenotate d AstraZeneca e Sanofi. Tra Pfizer e Moderna, in attesa degli altri vaccini, la fornitura a nostra disposizione è di circa 62 milioni di dosi.

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