Coronavirus, ma non solo: chi avrà gratis il vaccino contro l’influenza

C'è un problema legato alle scorte, potrebbe non bastare per tutti: nessun obbligo, comunque, per le Regioni

In piena pandemia non c’è solo la corsa al vaccino per mettere fine al coronavirus, ma c’è anche la necessità di avere a disposizione le fiale per quello contro l’influenza. L’obiettivo dei governi, visti i sintomi comuni, è che le due malattie infettive non si sovrappongano, confondendo il medico al momento della diagnosi. Evitando di conseguenza anche di sovraccaricare gli ospedali e il sistema sanitario in generale.

Vaccino contro l’influenza: cosa ha deciso l’Italia

Qualche settimana fa il ministero della Salute ha diffuso una circolare con le indicazioni di riferimento per le Regioni. Innanzitutto, non è previsto alcun obbligo per il vaccino antinfluenzale, che resta ovviamente caldamente raccomandato, soprattutto in presenza del coronavirus. Viene offerto gratuitamente alle persone con oltre 65 anni, ma anche a quelle di ogni età con patologie croniche che costituiscono un fattore di rischio in più anche per il Covid.

Oltre a loro, potranno evitare di pagare gli operatori sanitari e gli addetti ai servizi pubblici (come vigili del fuoco e polizia). Senza dimenticare il personale a contatto con animali, che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori, veterinari), e i donatori di sangue. Si tratta di una grande novità, perché per la prima volta la gratuità viene offerta anche a chi ha tra i 60 e i 64 anni.

Il problema delle scorte

C’è però un problema, e riguarda le scorte. La Commissione europea ha sottolineato l’importanza di anticipare la campagna vaccinale contro l’influenza e di allargare la platea da immunizzare, però le aziende farmaceutiche rischiano di non riuscire a soddisfare questa richiesta. Una situazione già vissuta un anno fa, anche in un Paese come l’Italia dove solo il 15% dei cittadini risponde all’invito alla vaccinazione contro l’influenza (e l’obiettivo per quest’anno è il 75%).

In Italia l’influenza e la polmonite sono classificate tra le prime 10 principali cause di morte in Italia. In Europa, invece, ogni anno si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza, che portano a un numero di morti che varia dalle 15 mila alle 70 mila: il 90% dei decessi si verifica in soggetti con oltre 65 anni. A livello globale, infine, le epidemie annuali provocano circa un miliardo di casi influenzali: dai 3 milioni ai 5 milioni si tratta di casi gravi, i decessi possono toccare quota 500 mila.

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