Covid: vaccino anche in Italia, il dubbio degli scienziati

Inizia la sperimentazione in Italia per il vaccino di Oxford, ma nel mondo gli esperti sono preoccupati per il freddo

Non si arresta la corsa al vaccino per fermare la diffusione del coronavirus. A partire da dicembre quello sviluppato dall’azienda biofarmaceutica AstraZeneca e dall’Università di Oxford, in collaborazione con l’azienda italiana Advent-Irbm di Pomezia verrà sperimentato anche in Italia. Si tratta della fase 3 della ricerca, in cui si cercherà di capire se la profilassi inoculata permetterà di sviluppare l’immunità a Sars-Cov-2 e quanto questa durerà.

Il test sarà avviato presso l’Asl di Modena, il primo dei 7 centri scelti per avviare lo studio. Saranno arruolati 300 volontari, dai 18 anni in su, sottoposti a una sperimentazione a doppio cieco: a 200 verrà iniettato il vaccino, a 100 un placebo. I primi risultati arriveranno entro 6 mesi, ma gli esperti contano di rendere disponibile il vaccino per tutta la popolazione già ad aprile 2021.

Piero Di Lorenzo, amministratore delegato di Irbm Pomezia, ha riferito che “nella migliore delle ipotesi, le prime 30 milioni di dosi all’Unione Europea arriveranno entro fine anno. Se sarà dicembre o gennaio cambia poco”.

Anche Pascal Soriot, Ceo di AstraZeneca, ha sottolineato di aver “allineato i tempi di consegna delle fiale ai tempi di lettura della sperimentazione clinica. Su base globale, saremo pronti a fornire centinaia di milioni di dosi di vaccino in tutto il mondo entro gennaio“.

Vaccino contro il coronavirus in sviluppo: sono 39 nel mondo

Altri candidati vaccini sono entrati nella terza fase in tutto il mondo, mentre altri si preparano a essere testati per la prima volta. Contando il nuovo vaccino israeliano, sono 39 le profilassi a cui stanno lavorando gli scienziati. In Russia lo Sputnik V è già stato somministrato a decine di migliaia di persone, nonostante studi indipendenti non ne abbiano rilevato l’efficacia.

L’Indonesia ha scelto di acquistare il vaccino sperimentale cinese di Sinovac Biotech, con la campagna vaccinale che inizierà “probabilmente nella terza settimana di dicembre 2020”, come ha riferito Luhut Binsar Pandjaitan, ministero degli Affari marittimi e degli Investimenti. Il governo indonesiano darà le vaccinazioni a “9 milioni di persone in aree specifiche che crediamo contribuiscano enormemente a gestire l’alto numero di casi di Covid-19”, come a Giacarta.

Vaccino contro il coronavirus: il problema della catena del freddo

Mentre le attenzioni degli esperti sono riservate alla durata dell’eventuale immunità al coronavirus, è scattato l’allarme per le temperature. Per poter distribuire in tutto il mondo la profilassi, dovrà infatti essere garantita una catena del freddo anche nei Paesi delle regioni più calde del mondo.

La maggior parte dei vaccini richiede una temperatura di conservazione tra i 2 e gli 8 gradi centigradi. I candidati per la battaglia contro il Covid-19, secondo l’Oms, necessitano di essere protetti con temperature ancora inferiori, sotto lo 0, come quello di Moderna, società biotech americana, che dovrà essere conservato a -20° C, e quello sviluppato da Pzifer, a -75° C.

Le case farmaceutiche si stanno attrezzando con cassette refrigerate speciali con ghiaccio secco, che però permettono di mantenere il freddo fino a un massimo di 10 giorni. Per questo l’India, uno dei Paesi più popolosi del mondo, con estati torride da 50 gradi centigradi, sta sviluppando un vaccino caldo, che potrà essere conservato a 100 gradi per 90 minuti, a 70 per circa 16 ore e a 37 per più di un mese.

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