Vaccino Covid, immunità tripla con rinvio del richiamo Pfizer: la scoperta

Recenti dati scientifici dimostrerebbero un'efficacia maggiore dei vaccini a mRna ritardando ancora di più la seconda dose

Un’immunità tripla ritardando ancora di più il richiamo del vaccino Pfizer e Moderna contro il Covid-19. Sarebbe la scoperta emersa da uno studio in fase di pubblicazione su un’importante rivista scientifica, secondo il quale il rinvio della seconda dose del preparato a mRna a tre mesi porterebbe a una protezione tre volte superiore rispetto alle evidenze scientifiche rilevate finora, soprattutto negli anziani.

Immunità tripla con rinvio del richiamo dei vaccini a mRna: gli studi

Un’ipotesi sostenuta anche dal presidente dell’Agenzia italiana del farmaco Giorgio Palù che in audizione al Senato ha citato uno studio pubblicato sulla rivista “Nature” secondo il quale sia il vaccino Pfizer che quello di Moderna possono essere somministrati a 90 giorni dalla prima iniezione.

Di fronte alla commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama il capo dell’Aifa ha riferito che per quanto riguarda i preparati contro il Covid-19 a mRna “è molto importante la risposta cellulo-mediata, per la quale non abbiamo ancora nella routine pratica una misurazione. E questo è così vero che su ‘Nature’ la settimana scorsa è uscito un lavoro che dimostra che potremmo ritardare anche di 90 giorni la seconda dose con un vaccino anti-Covid a mRna perché la risposta che si ha nel richiamo, il cosiddetto boost, è ancora più forte. Questo è un dato che ulteriormente ci rassicura”.

Riguardo all’eventualità di un rinvio della seconda dose di questa tipologia di vaccini si era già espresso il Comitato tecnico scientifico raccomandando una distanza di 42 giorni tra la prima iniezione e il richiamo,non di 21, come indicato inizialmente indicato dai test clinici. Un orientamento che aveva ricevuto il via libera anche da parte dell’Ema.

Immunità tripla con rinvio del richiamo dei vaccini a mRna: la decisione dell’Aifa

Secondo quanto dichiarato da Palù, l’Agenzia italiana del farmaco “ha deciso di procrastinare la seconda dose” dei vaccini a mRna “sia per motivi scientifici che per esigenze pratiche”.

Almeno quattro studi britannici – spiega – dimostrano l’efficacia dei vaccini con questi tempi” di somministrazione “ma anche la presenza di anticorpi che neutralizzano il virus al suo ingresso”.

Il presidente dell’Aifa ha però sottolineato anche come il parere sia stato determinato anche da cause di forza maggiore: “Ma per noi in Italia questa decisione è stata anche dettata da un motivo pratico – ha detto Palù – è stato proprio il generale Figliuolo, dando una consistente accelerazione alla campagna vaccinale, a farci notare che spostando la seconda dose di 2 o 3 settimane avremmo avuto a disposizione tre milioni di dosi in più, da utilizzare per coprire la fascia più esposta che è quella fra 60 e 69 anni”.

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