Il primo vaccino Covid è realtà: in Cina al via la somministrazione ai militari

Il vaccino Ad5-nCoV è già stato sottoposto alle prime due fasi di test clinici che hanno restituito "risultati promettenti". Ora entra nella Fase 3

Mentre l’Organizzazione mondiale della sanità riferisce di test clinici per 17 vaccini candidati, e negli Usa Anthony Fauci, l’immunologo della task force Usa contro il Coronavirus, ripete che il vaccino sarà pronto entro la fine dell’anno, arriva dalla Cina una buona notizia. Pechino ha dato il via libera alla somministrazione del primo vaccino anti Covid-19 per i militari.

Cosa sappiamo del vaccino

Il vaccino è già stato sottoposto alle prime due fasi di test clinici, sviluppati dal gruppo CanSino Biologics in collaborazione con l’Istituto di Biotecnologia di Pechino dell’Accademia di Scienze Mediche Militari cinese. I test hanno dimostrato la sicurezza e l’assenza di effetti dannosi per gli uomini e una risposta immunitaria “relativamente alta”.

Nella Fase 1 il vaccino è stato testato su un ristrettissimo numero di volontari, per studiare la sua tollerabilità. Nella Fase 2 sono stati selezionati 500 volontari da sottoporre a studi clinici di efficacia. Nella Fase 3, quella che parte ora, i test devono essere allargati a un numero decisamente più ampio di soggetti. Nella Fase 3 in questo momento c’è solo l’altro candidato vaccino di cui si è a lungo parlato, quello sviluppato dall’Università di Oxford e dall’azienda AstraZeneca, che dovrebbe arrivare anche in Italia entro fine anno.

Il vaccino Ad5-nCoV, la cui sperimentazione durerà un anno, è una delle otto sostanze sviluppate da aziende cinesi che hanno ricevuto l’approvazione per i test clinici sugli umani ed è basato su un vaccino per il virus dell’Ebola già sviluppato in Cina ma mai entrato in produzione massiccia.

Successo non garantito

Tuttavia, il suo successo, per quanto ci siano segnali incoraggianti, non è garantito. CanSino ha precisato che è proprio la Fase 3 quella in cui viene verificato “davvero” se l’immunizzazione funziona e si dimostra ben tollerato con test su un numero importante di persone.

Come ha detto Fauci, che si “accontenterebbe” di un vaccino efficace al 70-75% (ma se questo grado incompleto di protezione si somma alla riluttanza di molti americani a vaccinarsi difficilmente negli Usa si potranno raggiungere livelli di immunità sufficienti a domare la pandemia), ad oggi il risultato migliore raggiunto nel campo dei vaccini è con quello contro il morbillo, che è efficace al 97-98%.

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