Vaccino Coronavirus, “reazione avversa”: AstraZeneca costretta a sospendere i test

L'azienda farmaceutica ha dovuto sospendere tutti i test clinici per il vaccino anti-Covid dopo che un partecipante ha avuto una "sospetta reazione avversa"

Era il 20 luglio scorso quando AstraZeneca annunciava, con grande soddisfazione e speranza per tutti noi, che i risultati intermedi dello studio clinico di fase I/II COV001, condotto dall’Università di Oxford, avevano dimostrato che AZD1222, il vaccino anti-Coronavirus, era stato ben tollerato e aveva generato importanti risposte immunitarie contro il Covid in tutti i partecipanti arruolati.

Come funziona il vaccino AZD1222 di AstraZeneca-Oxford

COV001 è uno studio clinico di fase I/II, multicentrico, randomizzato, controllato e condotto in cieco su 1.077 partecipanti adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Lo studio ha valutato una singola dose di AZD1222 confrontandolo con MenACWY, un vaccino meningococcico coniugato. Dieci partecipanti hanno anche ricevuto due dosi di AZD1222 a distanza di un mese.

I risultati pubblicati su The Lancet hanno confermato che una singola dose di AZD1222 ha prodotto, un mese dopo l’iniezione, un aumento di quattro volte degli anticorpi contro la proteina spike del virus SARS-CoV-2, nel 95% dei partecipanti. In tutti i partecipanti è stata indotta una risposta via linfociti T, che ha raggiunto il picco entro il quattordicesimo giorno e si è mantenuto fino a due mesi dopo l’iniezione.

L’attività neutralizzante contro il SARS-CoV-2 (come valutato dal saggio MNA80) è stata osservata nel 91% dei partecipanti un mese dopo la vaccinazione, e nel 100% dei partecipanti che avevano ricevuto una seconda dose. Tanto che l’Ue ha annunciato qualche settimana fa l’acquisto di 1,5 miliardi di dosi.

Stop ai test, la causa

Mentre si iniziava a delineare a chi sarebbe andato prima in Italia, oggi lo scenario è drasticamente diverso. AstraZeneca ha dovuto sospendere tutti i test clinici per il vaccino dopo che un partecipante ha avuto una “sospetta reazione avversa” nel Regno Unito. La natura della reazione avversa e il momento in cui si è verificata non sono ancora noti, anche se il partecipante dovrebbe riprendersi, secondo una fonte informata.

Il vaccino AstraZeneca-Oxford University è uno dei tanti in fase di sviluppo a livello globale. Si sperava che il vaccino potesse essere uno dei primi ad arrivare sul mercato, dopo il successo dei test di fase 1 e 2. Il suo passaggio ai test di Fase 3 nelle ultime settimane ha coinvolto circa 30mila partecipanti negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Brasile e in Sud Africa.

Un'”azione di routine”

“Un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test” che consente il tempo di “indagare e assicurare allo stesso tempo il mantenimento dell’integrità del processo dei test” ha spiegato un portavoce dell’azienda farmaceutica. Quindi non tutto è perduto.

Il portavoce ha anche affermato che la società sta “lavorando per accelerare la revisione del singolo evento per ridurre al minimo qualsiasi potenziale impatto sulla tempistica del processo”.

Intanto, AstraZeneca spiega di continuare ad adempiere al proprio impegno per un ampio ed equo accesso al vaccino, nel caso in cui gli studi clinici in fase avanzata risultino efficaci. Finora è stata concordata la fornitura di oltre 2 miliardi di dosi di vaccino a Regno Unito, Stati Uniti, Inclusive Vaccines Alliance in Europa, Coalition for Epidemic Preparedness, Gavi the Vaccine Alliance e Serum Institute of India.

© Italiaonline S.p.A. 2020Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Vaccino Coronavirus, “reazione avversa”: AstraZeneca costr...