Vaccino Coronavirus Pfizer, il piano per l’Italia e l’Europa: come verrà somministrato e a chi

L'americana Pfizer e la tedesca BioNTech hanno annunciato gli ottimi risultati dello studio di fase 3, cioè avanzata, del loro vaccino Covid-19

Vaccino anti-Covid sempre più vicino. L’americana Pfizer e la tedesca BioNTech hanno annunciato gli ottimi risultati dello studio di fase 3, cioè avanzata, del loro vaccino Covid-19.

Il vaccino Pfizer-BioNTech

Il candidato vaccino è risultato essere più del 90% efficace(efficacia arrivata poi al 95% nelle fasi finali della sperimentazione) nel prevenire il nuovo Coronavirus nei partecipanti senza evidenza di precedente infezione da SARS-CoV-2 nella prima analisi di efficacia ad interim.

Pfizer, che immagina di raggiungere il traguardo di sicurezza richiesto nella terza settimana di novembre, presenterà poi subito la richiesta per l’autorizzazione all’uso di emergenza alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense. Efficacia, sicurezza e produzione coerente sono i tre requisiti necessari prima di poter richiedere l’autorizzazione.

Lo studio clinico comunque continua fino all’analisi finale su 164 casi confermati, al fine di raccogliere ulteriori dati. I risultati dimostrano che questo vaccino a base di mRNA può aiutare a prevenire il Covid nella maggior parte delle persone che lo ricevono. Ciò significa che siamo davvero a un passo dal fornire potenzialmente alle persone in tutto il mondo l’antidoto, per mettere fine a questa pandemia globale.

La sperimentazione clinica di fase 3 di BNT162b2 è iniziata il 27 luglio e ha arruolato 43.538 partecipanti fino ad oggi, 38.955 dei quali hanno ricevuto una seconda dose del candidato vaccino all’8 novembre 2020.

Circa il 42% dei partecipanti globali e il 30% dei partecipanti statunitensi hanno background razziali ed etnici diversi. Lo studio valuterà anche il potenziale per il candidato vaccino di fornire protezione contro il Covid in coloro che hanno avuto una precedente esposizione a SARS-CoV-2, nonché la prevenzione del vaccino contro la grave malattia da Covid-19.

Come funziona il vaccino Pfizer

Il vaccino si basa su una delle tecnologie più innovative e avanzate, l’Rna, adottata anche da altre due grandi aziende in corsa: la tedesca Curevac e l’americana Moderna. L’obiettivo è somministrare direttamente l’Rna che controlla la produzione di una proteina contro la quale si vuole scatenare la reazione del sistema immunitario.

Devono essere somministrate due dosi di vaccino a distanza di 21 giorni, dai 16 anni in su. I primi lotti saranno già pronti nelle prossime settimane. Pfizer ha detto che prevede di essere in grado di fornire 50 milioni di dosi entro il 2020 e 1,3 miliardi entro il 2021, dopo il nulla osta delle agenzie di regolamentazione, statunitense prima ed europee poi.

Per quanto riguarda la conservazione, le fiale vanno mantenute a una temperatura di -75 gradi, ma possono essere conservate in frigorifero tra i 2 e gli 8 gradi, per 5 giorni prima dell’utilizzo, purché non si superino le due ore a temperatura ambiente.

I contratti per l’Europa e per l’Italia

Intanto, dopo la soddisfazione espressa dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, il portavoce dell’Esecutivo comunitario, Eric Mamer, annuncia che mercoledì 11 novembre l’Ue firmerà un contratto con loro per avere fino a 300 milioni di dosi (intanto, dice von der Leyen, “continuiamo a proteggerci a vicenda”).

A settembre l’Ue aveva già ufficializzato il contratto con Pfizer-BioNTech per l’acquisto iniziale di 200 milioni di dosi per conto di tutti gli Stati membri, con un’opzione di acquistare fino a 100 milioni di dosi ulteriori nel caso si fosse dimostrata la sicurezza e l’efficacia del loro vaccino anti-Covid-19.

Per quanto riguarda l’Italia, il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, ospite di Lilli Gruber a Otto e Mezzo, ha annunciato che nel nostro Paese “da metà gennaio potranno essere disponibili le prime dosi del vaccino, che ragionevolmente saranno offerte prima agli operatori sanitari, alle forze dell’ordine e alle fasce più fragili della popolazione. Ci sono tutti i presupposti perché si veda il punto di svolta”.

Si tratta peraltro del sesto contratto con altrettante aziende in corsa per il vaccino. Von der Leyen aveva incontrato a luglio Sanofi-GSK e ad agosto Janssen, una delle industrie di Johnson & Johnson, poi Cure Vac e Moderna. Il primo contratto vero e proprio, che prevede un approvvigionamento di circa 400 milioni di dosi, è stato firmato con AstraZeneca a giugno e vede l’Italia come promotrice assieme a Olanda, Germania e Francia.

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