Vaccino AstraZeneca, quando arriva e a chi andranno le dosi

Sabato 6 febbraio sono attese le prime 249.600 dosi del vaccino AstraZeneca: si sa già a chi andranno, sia queste sia quelle che seguiranno

Mentre l’Italia attende con trepidazione la formazione di un nuovo governo dopo l’incarico affidato a Mario Draghi dal presidente Sergio Mattarella, il Paese riceve le sue prime dosi del vaccino AstraZeneca: sono 249.600 e saranno inizialmente stoccate nel deposito di Pratica di Mare. Dalla prossima settimana si inizierà a distribuirle attraverso i vari punti di somministrazioni. Prende quindi forma il nuovo piano vaccinale, annunciato dal Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri. Le dosi di AstraZeneca saranno riservate a delle categorie anagrafiche e lavorative ben precise.

Vaccino AstraZeneca, quando arriva e a chi andranno le dosi

Il nuovo piano vaccinale dell’Italia prevede che una diversificazione dei vaccini attualmente approvati dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) e dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa): le dosi di PfizerBioNTech e Moderna continueranno a essere somministrate a over 80, persone fragili e operatori sociosanitari, mentre quelle di AstraZeneca, comprese le prime 249.600, saranno riservate alle persone sotto i 55 anni. Tra loro, alcune categorie avranno la precedenza:

  • insegnanti;
  • forze dell’ordine;
  • personale carcerario;
  • detenuti;
  • personale che vive nelle comunità. 

Questa scelta, comunicata da Domenico Arcuri, è stata confermata anche dall’epidemiologo Giovanni Rezza, attuale Direttore generale della prevenzione presso il Ministero della Salute nonché dirigente di ricerca dell’Istituto superiore di sanità.

Il nuovo piano vaccinale dell’Italia: l’obiettivo entro marzo

Il nuovo piano vaccinale potrebbe subire modifiche. La speranza di diverse Regioni è che le registri dal punto di vista delle tempistiche, accorciandole attraverso l’autorizzazione di altri vaccini, come ad esempio il russo Sputnik V. L’appello di Lazio, Piemonte, Veneto e altri territori potrebbe non rimanere inascoltato a lungo. Soprattutto quello della Lombardia, che attraverso il neo-consulente Guido Bertolaso ha annunciato di voler vaccinare 10 milioni di lombardi entro l’estate, “a patto che vengano consegnati i vaccini necessari”.

Il piano del governo è meno ottimista, almeno nei numeri. L’Italia vorrebbe vaccinare complessivamente 7 milioni di italiani entro la fine di marzo. Questo perché:

  • a gennaio sono arrivate 2,3 milioni di dosi;
  • a febbraio dovrebbero arrivarne 4,2 milioni;
  • a marzo altre 8,2 milioni.

Un totale di 14,7 milioni di dosi: visto che ne servono due a testa per evitare l’infezione, l’Italia potrà vaccinare (ad oggi) circa 7 milioni di cittadini. Inizialmente, al nostro Paese, erano state promesse 28 milioni di dosi (si sarebbero vaccinati quindi 14 milioni di italiani). Fino alle ore 19 di venerdì 5 febbraio, complessivamente ne sono stati vaccinati 1.024.271.

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