Vaccino anti-Covid Moderna, i 3 scenari possibili secondo Burioni

L'azienda biotech Usa Moderna è pronta a lanciare su scala globale il suo vaccino contro il Coronavirus. Cosa succede adesso?

Moderna è pronta a lanciare su scala globale il suo vaccino contro il Coronavirus e si è già assicurata 1,1 miliardi di dollari di depositi dai governi interessati all’antidoto denominato mRNA-1273. Il 22 ottobre è stato terminato l’arruolamento e tra poco – non c’è ancora una data, ma dovrebbe essere presto – ci sarà la prima analisi dei dati.

È quanto annunciato dalla stessa società nel suo report sui conti trimestrali. L’azienda biotech statunitense l’11 agosto ha annunciato un accordo di fornitura con gli Stati Uniti per 100 milioni di dosi iniziali di mRNA-1273, sviluppato nell’ambito dell’operazione lanciata dal presidente Donald Trump “Warp Speed”. Il 22 settembre, il Canada ha chiesto 20 milioni di dosi e poi ha avviato anche le trattative per la commercializzazione in Europa.

Inutile dire che i titoli Moderna quotati al Nasdaq sono schizzati da un prezzo di 17 dollari ad azione nell’ottobre del 2019 ai 71,40 di oggi, la capitalizzazione di mercato è andata invece a 26 miliardi di dollari.

Il commento di Burioni al vaccino Moderna

Immediato è arrivato il commento di Roberto Burioni, che nello stesso giorno in cui ha smentito lo studio dell’Università di Tor Vergata sulla lattoferrina, ha ricordato come negli Usa se un’azienda quotata in Borsa dice bugie sono guai seri.

Burioni rimarca il fatto che il vaccino di Moderna appare essere ragionevolmente ben tollerato: una risposta anticorpale neutralizzante “più intensa” di quella che segue al virus viene indotta in tutti i partecipanti, anche quelli anziani (in generale la risposta neutralizzante è correlata alla protezione) e anche l’altra parte del sistema immunitario, quello composto da cellule, viene ben stimolato nel modo corretto in tutti i partecipanti, anche anziani.

Cosa succede adesso: 3 scenari

Un ottimo risultato, dunque, che fa decisamente ben sperare. A questo punto gli scenari che potrebbero aprirsi sono tre, spiega Burioni:

  • il vaccino offre una protezione superiore al 74%: lo studio viene interrotto perché l’efficacia è dimostrata e viene richiesta l’autorizzazione per la commercializzazione. “Sarebbe fantastico” commenta il virologo; oppure
  • il vaccino non offre una protezione superiore al 74%, ma non si può ancora dire che non sia efficace: lo studio continua; oppure
  • i dati dimostrano con chiarezza che il vaccino non funziona, a questo punto lo studio viene interrotto perché non sarebbe etico sottoporre altri pazienti a un rischio a questo punto ingiustificato.

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