Covid, anche il vaccino Johnson & Johnson sotto esame dopo 4 casi di trombosi

Dopo AstraZeneca, anche il vaccino Johnson & Johnson finisce nella bufera per quattro casi di trombosi: le dosi arriveranno in Italia la prossima settimana

Dopo i problemi di AstraZeneca, anche il vaccino Johnson & Johnson è finito sotto esame per quattro casi di trombosi che hanno colpito altrettante persone a cui è stato somministrato. L’Ema ha annunciato, attraverso una nota, l’apertura di un fascicolo. Al momento Johnson & Johnson non è stato ancora usato nei Paesi dell’Unione europea. Lo sarà a breve, visto che è stato autorizzato qualche settimana fa.

Covid, anche il vaccino Johnson & Johnson sotto esame dopo 4 casi di trombosi

L’Ema ha spiegato un caso si è verificato durante un trial clinico e 3 casi durante il lancio del vaccino negli Stati Uniti. Uno di questi è stato fatale. L’Unione europea presto inizierà a somministrarlo, dopo averlo autorizzato l’11 marzo scorso. Dei 27 Paesi membri, Italia compresa, nessuno ha iniziato a inocularlo: le prime dosi dovrebbero arrivare il 16 aprile.

Al momento, ha specificato l’Ema, non è chiaro se vi sia associazione causale tra il vaccino e le trombosi. Il Comitato di farmacovigilanza Prac dell’Agenzia ha spiegato che comunicherà i risultati delle prossime analisi. Per i quattro casi verificatisi si parla di “coaguli di sangue insoliti associati a livelli di piastrine basse“, le rare forme di trombosi che sono state osservate anche dopo la vaccinazione con AstraZeneca.

Il Prac deciderà se procedere con un’azione normativa, che solitamente consiste nell’aggiornamento delle informazioni sul prodotto. E l’Ema si impegna a comunicare le conclusioni della valutazione in corso.

Covid, come funziona il vaccino Johnson & Johnson

Il vaccino Johnson & Johnson funziona come il vaccino AstraZeneca: si basa sulle istruzioni genetiche del virus per la costruzione della proteina spike, con cui il coronavirus entra nelle nostre cellule. A differenza dei vaccini PfizerBioNTech e Moderna, che memorizzano le istruzioni in RNA a filamento singolo, Johnson & Johnson e AstraZeneca utilizzano DNA a doppio filamento.

I ricercatori di Johnson & Johnson hanno utilizzato un adenovirus modificato che può entrare nelle cellule, ma non può replicarsi al loro interno o causare malattie. Questi tipi di vaccini sono più robusti dei vaccini a mRNA (Pfizer e Moderna), perché il DNA non è fragile come l’RNA e il rivestimento proteico dell’adenovirus aiuta a proteggere il materiale genetico all’interno. Inoltre Johnson & Johnson può essere conservato per un massimo di tre mesi a 2-8 °C. E basta una sola dose per ottenere l’immunità.

C’è però una differenza tra Johnson & Johnson e AstraZeneca: il primo utilizza un adenovirus umano (Ad26), mentre il secondo un adenovirus tipico degli scimpanzè.

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