Tribunale dei brevetti e intelligenza artificiale, il governo sceglie Milano e Torino

Il capoluogo lombardo candidato per il Tribunale unificato dei brevetti, quello piemontese sede per l'I3A: si lavora sulla sinergia tra le due città

A Torino la sede dell’Istituto italiano per l’Intelligenza artificiale (I3A), ma per il Tribunale dei brevetti viene candidata Milano. La doppia decisione è stata presa dalla Presidenza del Consiglio, che ha individuato nel capoluogo piemontese una città strategica per coordinare le attività di ricerca e fare da alfiere per il Ministero per lo sviluppo economico. L’idea è quella di attrarre talenti internazionali e diventare punto di riferimento, coinvolgendo diversi settori. Il Tribunale unificato dei brevetti, invece, potrebbe andare a Milano. Per il governo, infatti, il capoluogo lombardo (se venisse scelto) affiancherebbe Parigi e Monaco, creando poi un’asse strategica proprio con Torino.

A Torino l’I3A: di cosa si tratta

L’Istituto italiano per l’Intelligenza artificiale, più brevemente I3A, sarà un vero e proprio network che si occuperà di coordinare diverse attività di ricerca. Il Ministero per lo sviluppo economico, in una nota, ha sottolineato che sarà una struttura di ricerca e trasferimento tecnologico capace di attrarre talenti dal mercato internazionale e, contemporaneamente, diventare un punto di riferimento per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in Italia, in connessione con i principali trend tecnologici (tra cui 5G, Industria 4.0, Cybersecurity).

Operativamente, a I3A sarà destinato annualmente un budget di 80 milioni di euro: ci lavoreranno circa mille persone, di cui 600 nell’hub di riferimento, quello di Torino, in collaborazione con centri di ricerca e università. Tra i settori coinvolti: manifattura e robotica, IoT, sanità, mobilità, agrifood ed energia, Pubblica amministrazione, cultura e digital humanities, aerospazio.

A Milano il Tribunale dei brevetti: di cosa si tratta

Per quel che riguarda Milano, invece, ecco la candidatura per il Tribunale dei brevetti, ‘soffiata’ proprio a Torino. A far pendere la bilancia sono stati i numeri che certificano il primato del territorio lombardo e milanese per quanto riguarda ricerca innovazione, premesse indispensabili di qualsiasi richiesta di brevetto.

Dal 2008 al 2018, per esempio, Milano ha depositato 6.543 domande di brevetto europeo, ossia il 17,2% del totale nazionale. Milano, nel 2018, è stata la prima provincia per domande di brevetto, seguita, ma ben distanziata, da Torino (303), Bologna (300), Vicenza (194) e Roma (180). I dati dell’Ufficio Europeo dei Brevetti relativi al 2019, e riferiti al livello nazionale, hanno registrato 4.456 domande: 940 (21%) sono arrivate da Milano, 1.493 dalla Lombardia (34%).

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