Test rapido Covid per chi torna dalle vacanze: come funziona

Il ministero della Salute vuole sottoporre a uno screening veloce tutti i turisti che tornano da Spagna, Grecia, Malta e Croazia

Dati alla mano, le vacanze stanno avendo un effetto nefasto sulla curva epidemiologica del nostro Paese. Il rapporto tra il numero di tamponi effettuati e il numero di contagiati è salito pericolosamente oltre l’1% (si trova all’1,7% a essere precisi) e il numero di nuovi casi settimanali è aumentato del 130% in poco meno di un mese e mezzo (si è passati dai 1.223 del 3 luglio ai 2.818 di oggi).

Molti dei casi registrati nelle ultime settimane sono legati a turisti che, tornati dall’estero, ammettono di non aver rispettato alle lettera le indicazioni per evitare la diffusione dei contagi. Per questo motivo, il ministero della Salute ha disposto che i turisti che tornano dai Paesi maggiormente a rischio (Grecia e Spagna, ma probabilmente alla lista verranno aggiunte anche Croazia e Malta già dalle prossime ore) verranno sottoposti a dei test rapidi che dovrebbero restituire un responso nel giro di 15 minuti. Se i viaggiatori dovessero risultare positivi, verranno messe in atto tutte le misure di contenimento e tracciamento poste solitamente in essere con i contagiati sottoposti a tampone.

Test rapido Covid: come funziona

Nella comunicazione, il dicastero diretto da Roberto Speranza fornisce dettagli su come si svolgeranno le operazioni per il test rapido Covid e quali saranno le contromisure adottate in caso di positività. All’arrivo in aeroporto (ma, probabilmente, la misura verrà estesa anche ai porti e alle stazioni ferroviarie con collegamenti con i Paesi a rischio), i viaggiatori saranno sottoposti al prelievo della saliva. Il tampone effettuato verrà sottoposto immediatamente a un test molecolare che, in massimo 15 minuti (contro i 30 minuti necessari per il test rapido che vorrebbe utilizzare il Regno Unito), restituirà il risultato sulla positività o negatività.

Cosa succede se si è positivi al test rapido Covid

Nel caso in cui il test dovesse restituire responso positivo – quindi, si è contagiati – le autorità sanitarie metteranno in atto tutte le misure di contenimento solitamente utilizzate per chi risulta positivo al tampone “normale”. I positivi verranno messi immediatamente in quarantena, mentre le autorità si occuperanno di risalire a tutti i contatti che il contagiato ha avuto nel corso delle ultime settimane. Terminato lo “screening”, i contatti verranno a loro volta sottoposti a tampone per verificare la positività o meno alla malattia.

Quanto sono affidabili i test rapidi Covid?

C’è chi fa notare, però, che la metodologia dei test rapidi non è sempre affidabile. Secondo i dati più aggiornati a disposizione, infatti, l’attendibilità dei risultati si attesta attorno al 60-70%: in due casi su cinque, dunque, il responso del test rapido Covid potrebbe essere errato. Un “rischio” comunque controllato, che il ministero della Salute intende comunque correre: questa metodologia, infatti, permetterà di ridurre la catena dei contatti dei soggetti che risulteranno effettivamente contagiati, arginando così la diffusione del virus.

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Test rapido Covid per chi torna dalle vacanze: come funziona