Uno spray nasale anti Covid: potremo sradicare il virus con una semplice inalazione?

I ricercatori dell'Università della California stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo

Mentre anche in Italia le Regioni si preparano a rafforzare le terapie intensive con piano di emergenza ad hoc (qui trovate la mappa regionale), a stroncare il Covid potrebbe essere un “semplicissimo” spray nasale.

Come funziona lo spray nasale anti-Covid

I ricercatori della Porton Down della Public Health England stanno lavorando a uno spray nasale che potrebbe non curare il Coronavirus, ma addirittura prevenirlo. Gli specialisti hanno creato una molecola che ritengono essere uno dei più potenti composti anti-Covid testati finora.

Utilizzato settimanalmente, questo spray potrebbe ridurre considerevolmente la replicazione del virus nell’organismo, riducendo le possibilità di trasmissione dell’infezione.

Mentre l’evidenza scientifica dimostra che chi è stato sottoposto a più vaccini, in particolare i bambini, ha meno probabilità di contrarre il Covid o di ammalarsi in forma grave, questa ricerca, pubblicata sul sito open access bioRxiv, dimostra che le molecole possono innescare una risposta immunitaria che rilascia una sostanza chiamata INNA-051. Questa a sua volta attiva una serie di processi tra cui il rilascio di citochine, tipo di proteina in grado di impedire al virus di replicarsi e attaccarsi alle cellule sane.

I ricercatori hanno sviluppato il tutto in una formula aerosol e ritengono che possa essere utilizzata come spray nasale o inalatore che le persone potrebbero auto-somministrarsi.

L’esperimento sui furetti

Più recentemente un gruppo di scienziati dell‘Imperial College di Londra e della società biotecnologica australiana Ena Respiratory ha testato la formula nei furetti che erano stati esposti al Covid-19. I furetti sono diventati l’animale standard per i test Covid-19 perché più suscettibili al virus rispetto ad altri animali.

La formula INNA-051 è stata somministrata nel naso di un gruppo di furetti, mentre a un altro gruppo è stato somministrato un placebo. Cinque giorni dopo i furetti trattati con la formula avevano il 96% in meno di carica virale rispetto a quelli a cui era stato somministrato il placebo.

Il prossimo passo è scoprire se è sicuro somministrarlo agli esseri umani. In caso di successo, si spera che lo spray possa essere utilizzato quotidianamente come protezione contro il virus fino a quando non sarà disponibile un vaccino.

Le conseguenza attese

“Siamo rimasti sbalorditi dall’efficacia del nostro trattamento”, ha commentato il dott. Christophe Demaison, amministratore delegato di Ena Respiratory. “Aumentando la risposta immunitaria naturale dei furetti con il nostro trattamento, abbiamo assistito a una rapida eradicazione del virus”.

Il composto artificiale INNA-051, sviluppato inizialmente come presidio per contrastare raffreddore e influenza comune, inizierà la sperimentazione umana entro i prossimi quattro mesi.

Se gli esseri umani risponderanno in modo simile, i benefici del trattamento saranno duplici. Gli individui esposti al virus molto probabilmente lo elimineranno rapidamente, garantendo che la malattia non progredisca oltre i sintomi lievi.

Lo spray contiene molecole progettate per attivare i recettori TLR2 e TLR6 sulle cellule epiteliali della mucosa che rivestono la gola e il naso, in modo da aumentare la presenza di globuli bianchi e potenziare la risposta immunitaria dell’organismo. Aspetto particolarmente rilevante per i soggetti considerati più a rischio.

Inoltre, la rapidità di questa risposta significa che è improbabile che gli individui infetti lo trasmettano, il che significa un rapido arresto della trasmissione del virus all’interno della comunità.

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