Il calcio è davvero migliorato con la Var

Le statistiche della Lega chiariscono l'impatto avuto dal Var sul campionato di serie A nella prima stagione di sperimentazione

I numeri non mentono ed ecco l’impatto del Var sulla serie A, in prima linea nella sperimentazione del sistema tecnologico che dovrebbe far crollare il tasso di errori.

Nella stagione 2017-18 l’Italia si è schierata in prima fila nella sperimentazione del Var, come dimostrano i ruoli di controllo nelle cabine arbitrali ai Mondiali di Russia 2018, realizzate per la revisione degli episodi. Dai dubbi sui troppi cartellini e calci di rigore assegnati a quelli relativi alle tempistiche di comunicazione e attuazione del provvedimento.

In breve tempo anche l’innovativo sistema è stato ingurgitato dal gioco delle parti, con tifoserie da una parte e dall’altra pronte ad annotare eventuali errori in favore dell’altra, considerandoli assolutamente volontari. Trascorsa un’intera stagione però, con una breve anteprima di quella che sarà la nuova gestione nell’annata 2018-19, è possibile fare un’analisi avvalorata da statistiche ufficiali della Lega, atte a dimostrare se davvero il Var possa o meno migliorare il gioco del calcio.

Nell’ultima stagione sono state disputate un totale di 397 gare ufficiali, suddivise tra serie A e Coppa Italia. Gli arbitri preposti al Var comunicano costantemente con il direttore di gara in campo ma, guardando alle sole decisioni prese da quest’ultimo, considerate errate e infine modificate dietro consiglio auricolare o visione del replay, le statistiche indicano 117 valutazioni erronee e corrette dalla tecnologia.

Nello specifico si fa riferimento a un totale di 59 falli da rigore, non visti o non considerati tali dall’arbitro, 41 gol assegnati e 16 cartellini rossi mostrati. Numeri incredibili, che hanno consentito l’abbassamento della media degli errori del direttore di gara, fino allo 0.89%.

Facendo un confronto diretto con la stagione precedente, quella 2016-17, ci si rende conto di come tutte le statistiche siano migliorate. Minori i cartellini gialli (1508-1719), minori quelli rossi (91-96), in diminuzione anche le proteste (157-113), i comportamenti antisportivi (107-114) e le simulazioni (22-34).

I numeri parlano chiaro e la tecnologia, per quanto possa rubare un po’ di immediatezza alla gara, la rende di fatto più corretta. I giocatori in campo ‘temono’ l’intervento delle telecamere, di conseguenza gesti antisportivi e simulazioni tenderanno a ridursi sempre più, anno dopo anno. Lo dimostra lo spiacevole episodio che ha visto coinvolto Douglas Costa in Juventus-Sassuolo. Colpi proibiti e uno spunto sul volto, costati all’esterno quattro giornate di squalifica.

Le polemiche non mancheranno mai, soprattutto a causa di una cultura del sospetto che ormai è parte integrante del calcio in Italia. Gli errori arbitrali non svaniranno mai, soprattutto perché si tende sempre a dare una certa ‘precedenza’ alle sensazioni del direttore di gara in campo, che verrà corretto solo in caso di plateali errori.

A conti fatti però, senza il Var l’espulsione di Douglas Costa non ci sarebbe stata (il giocatore sarebbe stato comunque sanzionato dalla prova televisiva). Guardando all’Europa inoltre, non mancano i casi di clamorosi abbagli arbitrali. Dubbi sul rosso mostrato a Cristiano Ronaldo in Valencia-Juventus, così come in altri match di Champions ed Europa League, che spingono i vertici a considerare l’idea di adottare il Var anche nelle competizioni UEFA.

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