Il Premio Nobel per l’Economia a due teorie sull’ambiente: carbon tax e crescita endogena

A vincere il Nobel per l'Economia nel 2018, sono due americani con due teorie molto interessanti: ecco quali

Decretati i vincitori del Nobel per l’Economia 2018: sono due statunitensi, che hanno vinto grazie a due teorie incentrate su una tematica che si trova sotto i riflettori da tempo, quella dell’ambiente.

I loro studi infatti, sono frutto di numerose ricerche condotte sui danni causati dai cambiamenti climatici, argomento che è stato integrato con quello dell’analisi macroeconomica di lungo periodo. Un traguardo importante che è stato commentato così dal segretario generale dell’Accademia reale svedese delle scienze, Göran K. Hansson: “I vincitori del premio ci hanno insegnato che la situazione economica dipende dallo sviluppo economico e dai cambiamenti climatici”.

William Nordhaus, 77 anni e insegnante alla Yale University, ha vinto grazie alla sua ricerca con la quale ha presentato il rimedio più efficace per risolvere i problemi causati delle emissioni di gas serra. La soluzione risiederebbe nello schema carbon tax globale imposta a tutti i Paesi. In cosa consisterebbe? Come affermato dallo stesso Nordhaus, “L’umanità sta giocando a dadi con l’ambiente, immettendo nell’atmosfera gas e prodotti chimici che attaccano l’ozono, che a sua volta provoca dei cambiamenti su larga scala dell’uso dei terreni”.

Con lo schema presentato dallo studioso, le imprese e i consumatori sarebbero “costretti” ad adottare misure green più vicine all’ambiente e anche più convenienti, grazie agli incentivi esistenti per l’energia sostenibile. Di conseguenza cambierebbe il mercato: aumenterebbero i prezzi dell’energia fondata sul carbonio, la domanda nei suoi confronti si abbasserebbe e il tutto a favore di soluzioni che rispettano l’ambiente.

Dal canto suo, Paul Romer, 62 anni e docente alla Stern School of Business della New York University, ha vinto il Nobel per l’economia, per la sua teoria della crescita endogena. Si tratta di un modello di sviluppo innovativo teorizzato per la prima volta da Robert Solow e che è stato poi affinato da Romer. La teoria endogena si sviluppa intorno alla crescita economica e le cui basi trovano fondamento nel progresso tecnologico. Quest’ultimo è da intendersi come processo endogeno che porterebbe lentamente allo sviluppo della produttività. Di conseguenza, questo processo causerebbe, nel lungo termine, un aumento della ricchezza.

Dunque, un grande supporto per il cambiamento proverrebbe proprio dall’uomo: “Spero che questo premio – afferma Romer – possa aiutarci a capire come gli esseri umani possano raggiungere risultati stupefacenti. Se iniziassimo a ridurre le emissioni di gas serra, resteremmo stupiti di come non sia poi così difficile, come spesso si pensa”.

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