Sari, il sistema della Polizia che riconosce i volti. Presi i primi ladri a Brescia

Polizia e nuove tecnologie per riconoscere gli autori dei crimini. La scientifica ha effettuato due arresti grazie al sistema Sari

Svolta nelle indagini della Polizia. La scientifica potrà infatti sfruttare il sistema di riconoscimento facciale, noto come Sari, utile già per due arresti.

La tecnologia al servizio della giustizia. È questo il chiaro messaggio che giunge da Brescia, dove la Polizia di Stato ha potuto sfruttare al meglio le potenzialità del sistema di riconoscimento facciale Sari, che ha permesso l’arresto di due sospettati.

È quanto evidenziato da un comunicato ufficiale delle forze dell’ordine, che sottolineano come il nuovo sistema abbia portato al fermo di due ladri georgiani, sospettati d’aver fatto irruzione in un’abitazione lo scorso 17 luglio, a Brescia.

In merito si è espressa Fabiola Mancone, del servizio Polizia Scientifica: “Sari sta per sistema automatico di riconoscimento delle immagini. Se in precedenza potevamo soltanto descrivere le fattezze fisiche di un soggetto, individuato attraverso una foto, inserendo le informazioni nella nostra banca dati, oggi possiamo introdurre il video in sé nel sistema. Sari lavora su due algoritmi, ricercando i volti tra i 16 milioni segnalati. Un sistema utile per il futuro ma non solo. Basti pensare ai tanti video che ancora esistono di soggetti immortalati, autori di reati, non identificati”.

Nello specifico sono state fondamentali le immagini acquisite da un sistema di videosorveglianza. Il sistema informatico ha consentito di ridurre notevolmente il range dei sospettati, tra i milioni di soggetti segnalati alle forze dell’ordine, trovando i match più vicini, in termini percentuali, ai volti mostrati nel filmato. I due ladri erano domiciliati in provincia di Verona, incastrati anche grazie al ritrovamento degli indumenti indossati durante il furto e l’analisi dei tabulati telefonici.

Dario Terranova, del servizio Polizia scientifica, ha spiegato nel concreto quanto Sari possa essere utile per chiudere vecchi casi irrisolti: “Bastano pochi secondi per effettuare la comparazione della foto del soggetto estrapolata dal filmato, con Sari che sfrutta la banca dati A.F.I.S. per procedere alla ricerca del match. I candidati proposti saranno poi automaticamente ordinati in base al grado di similarità del soggetto nei confronti dell’immagine caricata. Si tratta di uno spunto investigativo impensabile per noi, fino a oggi”.

Affidarsi alla tecnologia ma fino a un certo punto. Occorre infatti sottolineare come il Sari non vada a sostituire l’operatore della scientifica. La Polizia proseguirà infatti le proprie indagini, operando inoltre una comparazione fisionomica, andando a lavorare ulteriormente sui dati prodotti dal sistema.

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