PNRR, cosa cambia per digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è articolato in una serie di riforme organizzate a loro volta in 6 “Missioni”. La prima di queste riguarda i temi della Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura

Per affrontare la crisi pandemica come sappiamo il 27 maggio 2020 la Commissione europea ha proposto lo strumento Next Generation EU, dotato di 750 miliardi di euro, oltre a un rafforzamento mirato del bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo 2021-2027.

Il 21 luglio 2020, durante il Consiglio Europeo, i capi di Stato e di governo Ue hanno raggiunto un accordo politico sul pacchetto.

PNRR, Missione 1: Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR presentato ora dal governo Draghi (qui la sintesi e il pdf da scaricare) è articolato in una serie di riforme organizzate a loro volta in 6 “Missioni”. La prima di queste riguarda i temi della “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura”.

Per quanto concerne la transizione digitale, i Piani dei diversi Paesi devono dedicare almeno il 20% della spesa complessiva per investimenti e riforme. Il pilastro digitale dei PNRR deve comprendere la razionalizzazione e digitalizzazione della Pubblica amministrazione e lo sviluppo dei servizi pubblici digitali.

Si deve inoltre migliorare la connettività, anche tramite un’ampia diffusione di reti di telecomunicazione (le cosiddette TLC) ad altissima capacità. I costi per gli utenti devono essere sostenibili e la velocità di lancio della rete deve essere aumentata.

I Piani devono inoltre sostenere la ricerca e sviluppo nelle TLC e l’adozione delle tecnologie digitali da parte delle imprese, in particolare delle piccole e medie. Le competenze digitali di cittadini e lavoratori devono aumentare, così come la loro capacità di accesso a strumenti e servizi digitali, particolarmente per i gruppi sociali vulnerabili.

Italia e digitalizzazione

Nonostante i recenti miglioramenti, l’Italia è ancora in ritardo in termini di adozione digitale e innovazione tecnologica, come evidenziato dall’ultimo aggiornamento dell’indice DESI, che vede in nostro Paese al 24° posto fra i 27 Stati membri dell’UE.

Il governo punta ora a rendere il Belpaese uno dei primi Paesi a raggiungere gli obiettivi illustrati dalla Commissione Europea nella Comunicazione “2030 Digital Compass” per creare una società completamente digitale.

Il Piano stanzia complessivamente 49,2 miliardi, di cui 40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo. I suoi obiettivi sono promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura.

Gli obiettivi della Missione 1

Ecco gli obiettivi di questa Missione:

  • digitalizzare la Pubblica amministrazione con interventi tecnologici ad ampio spettro, come cloud, interoperabilità dati, servizi digitali, cyber-sicurezza, accompagnati da incisive riforme strutturali
  • abilitare gli interventi di riforma della PA con investimenti in competenze e innovazione, promozione del merito e semplificazione dei procedimenti amministrativi, cioè riduzione di tempi e costi
  • sostenere gli interventi di riforma della giustizia attraverso investimenti nella digitalizzazione e nella gestione del carico pregresso di cause civili e penali
  • sostenere la transizione digitale, l’innovazione e la competitività del sistema produttivo, con particolare attenzione alle PMI, alle filiere produttive e alle competenze tecnologiche e digitali
  • dotare tutto il territorio nazionale di connettività ad alte prestazioni
  • Investire in infrastrutture satellitari per il monitoraggio digitale a tutela del territorio e ingenerale nell’economia dello spazio e nelle tecnologie emergenti
  • rilanciare i settori del turismo e della cultura quali settori strategici per il Paese, con investimenti orientati alla digitalizzazione e alla sostenibilità ambientale.

Piano Italia 5G, telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico

Un primo obbiettivo è offrire una connettività omogenea ad alta velocità in tutto il Paese per residenti, aziende, scuole e ospedali. Per farlo è necessario utilizzare tutte le tecnologie più avanzate (Fibra, FWA, 5G8) e adattare il quadro normativo in modo da facilitarne l’implementazione.

Gli investimenti previsti nel piano assicurano la fornitura di banda ultra-larga e connessioni veloci in tutto il Paese. In particolare, portano la connettività a 1 Gbps in rete fissa a circa 8,5 milioni di famiglie e a 9mila edifici scolastici che ancora ne sono privi, e assicurano connettività adeguata ai 12mila punti di erogazione del Servizio Sanitario Nazionale.

La pandemia ha messo in evidenza come la sanità abbia estremo bisogno di innovazione e informatizzazione. Il piano spinge per la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Inoltre, sviluppa ecosistemi avanzati di telemedicina, asse portante del rafforzamento della sanità territoriale e per il miglioramento degli standard di cura di cittadini e residenti.

Viene avviato anche un Piano Italia 5G per il potenziamento della connettività mobile in aree a fallimento di mercato.

PNRR e Pubblica amministrazione

Il Piano prevede incentivi per l’adozione di tecnologie innovative e competenze digitali nel settore privato, e rafforza le infrastrutture digitali della Pubblica amministrazione, ad esempio facilitando la migrazione al cloud.

Per la PA viene seguita una strategia “cloud first”. Le Amministrazioni possono scegliere se migrare verso una nuova infrastruttura cloud nazionale all’avanguardia (Polo Strategico Nazionale, PSN) o verso un cloud pubblico sicuro, a seconda della sensibilità dei dati e dei servizi coinvolti.

La migrazione al cloud offre l’opportunità di eseguire un’importante revisione e aggiornamento dei processi e delle applicazioni delle PA. Le Amministrazioni sono aiutate in questo percorso con finanziamenti, capacità e riforme. Vengono razionalizzati gli appalti ICT, e sono create delle squadre d’implementazione dedicate al sostegno delle amministrazioni locali e centrali durante l’attuazione.

È necessario anche accelerare la piena interoperabilità tra enti pubblici e le loro basi informative, che consenta di snellire le procedure pubbliche grazie alla piena realizzazione del principio del “once only”, un concetto di e-government per cui cittadini e imprese debbano poter fornire “una sola volta” le loro informazioni ad autorità ed amministrazioni.

Per consentire un’efficace interazione tra cittadini e PA il governo Draghi intende rafforzare l’identità digitale, a partire da quelle esistenti (SPID e CIE), migliorare i servizi offerti ai cittadini, tra cui i pagamenti (PagoPA) e le comunicazioni con la PA (Piattaforma di Notifica), e fare leva sull’app IO come principale punto di contatto digitale con la PA.

Turismo, cultura e istruzione

Queste azioni fanno parte di una più ampia Strategia Nazionale per le Competenze Digitali volta a promuovere il miglioramento delle competenze della forza lavoro esistente e futura su temi digitali e tecnologici. Per turismo e cultura, sono previsti interventi di valorizzazione dei siti storici e di miglioramento delle strutture turistico-ricettive.

In questo senso il governo intende rafforzare anche l’istruzione professionale, in particolare il sistema di formazione professionale terziaria (ITS) e l’istruzione STEM, con una forte priorità sulla parità di genere. Le iniziative relative al sistema scolastico sono integrate da azioni per rafforzare il collegamento tra ricerca e impresa, ad esempio attraverso il sostegno alla ricerca applicata e agli ecosistemi dell’innovazione.

PNRR e Transizione 4.0

Infine, la trasformazione digitale ha un ruolo determinante anche per dare nuovo impulso alla competitività del sistema produttivo.

Il nuovo piano per la Transizione 4.0 rafforza il tasso d’innovazione del tessuto industriale e imprenditoriale del Paese e incentiva gli investimenti in tecnologie all’avanguardia, in ricerca, sviluppo e innovazione, e in competenze digitali e manageriali.

In particolare, si legge nel Piano, nel settore delle infrastrutture (di trasporto, di distribuzione elettrica, ecc.) le tecnologie digitali rappresentano un nuovo paradigma di qualità ed efficacia nella gestione degli asset, attraverso l’applicazione estensiva di sensori grazie ai quali analizzare i parametri chiave delle infrastrutture nel tempo.

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