Covid, Pfizer pensa agli adolescenti dai 12 ai 15 anni: quando potrebbero essere vaccinati

Nessun vaccino contro il Covid al momento può essere somministrato al di sotto dei 16 anni: presto, però, le cose potrebbero cambiare

Mentre in Italia si valuta di tornare a somministrare il vaccino AstraZeneca anche agli under 60, l’Ema ha comunicato di aver avviato la valutazione di una domanda per estendere l’uso del vaccino PfizerBioNTech agli adolescenti tra i 12 e i 15 anni. L’esito è atteso entro giugno: al momento questo vaccino è autorizzato dai 16 anni in su.

Covid, Pfizer pensa agli adolescenti dai 12 ai 15 anni: quando potrebbero essere vaccinati

A pronunciarsi sulla valutazione della domanda di PfizerBioNTech sarà il comitato per i medicinali per esseri umani (Chmp) dell’Ema. In sostanza si occuperà di visionare i dati presentati dall’azienda, ma anche i risultati dello studio clinico attualmente in corso sugli adolescenti a partire dai 12 anni. L’Ema prenderà una decisione che sarà vincolante per tutti i Paesi dell’Unione europea. La tempistica (si attende l’esito della valutazione entro giugno) potrebbe estendersi nel caso in cui siano necessarie informazioni supplementari.

Nel frattempo, il commissario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, ha dichiarato che prossimamente si potrebbero vaccinare i ragazzi nelle scuole “come si faceva negli anni Settanta”. Sul tema è intervenuto l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità della Puglia, che ha appoggiato le parole del generale sostenendo che la vaccinazione a scuola è il modo migliore per raggiungere bambini e adolescenti.

Covid, vaccino agli adolescenti: si muove anche Novavax

Ma non c’è solo Pfizer a correre per immunizzare gli adolescenti. Anche la società statunitense di biotecnologie, Novavax, ha comunicato di aver iniziato i test clinici sugli adolescenti: coinvolgeranno fino a 3 mila ragazzi dai 12 ai 17 anni. La necessità di immunizzarli è palese: è vero che i minorenni si sono ammalati molto meno rispetto agli adulti, ma ciononostante possono essere infettati e diffondere il contagio. Si tratta di un passaggio fondamentale per raggiungere l’immunità di gregge (ed è per questo che ci stanno lavorando anche Moderna e Johnson&Johnson).

Novavax ha spiegato che i partecipanti ai test riceveranno il vaccino o il placebo in due dosi, a 21 giorni di distanza, e saranno seguiti per un massimo di due anni dopo le loro iniezioni. Al momento il vaccino Novavax non è stato ancora autorizzato in nessun Paese, nemmeno per gli adulti. Potrebbe però avere il via libera in Gran Bretagna entro la fine di giugno 2021. Può essere conservato a una temperatura compresa tra i 2 e gli 8 gradi, quindi nei normali frigoriferi.

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