L’Oms sospende i test sull’idrossiclorochina: rischio morte e aritmie

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di sospendere in via temporanea i test sulla clorochina e i suoi derivati per un grave rischio sicurezza

Stop ai test sull’uso dell’idrossiclorochina per il trattamento del Coronavirus. Mentre arrivano speranze dal remdesivir, l’Oms ha deciso di sospendere i test sull’uso del farmaco anti-malarico per questioni di sicurezza.

In una conferenza stampa a distanza, il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato che l’organizzazione ha sospeso “temporaneamente” in via precauzionale gli esperimenti clinici sull’uso dell’idrossiclorochina e clorochina in corso con i suoi partner in diversi Paesi. “Al via una revisione dei dati di pazienti trattati con idrossiclorochina e clorochina nello studio ‘Solidarity’”, ha detto Ghebreyesus.

La decisione arriva dopo la pubblicazione sulla rivista Lancet di uno studio che ha rilevato come il ricorso alla clorochina e ai suoi derivati, come appunto l’idrossiclorochina, nel trattamento del Covid-19 sarebbe inefficace, e persino dannoso.

I rischi della clorochina

Mentre si procede con i lavori sui vaccini, lato cura invece gli autori dello studio hanno stimato un tasso di mortalità più elevato per i pazienti che hanno ricevuto il trattamento a base di idrossiclorochina.

Non solo. I dati raccolti da Mandep Mehera dell’Università di Harvard e del Brigham and Women’s Hospital, insieme ai colleghi di altri istituti internazionali, anche europei, dimostrano che i due farmaci aumentano significativamente anche le probabilità che il paziente sviluppi aritmie, che possono portare a morte per arresto cardiaco improvviso.

Cosa dice lo studio su Lancet

Lo studio è stato condotto su 96mila persone in tutto il mondo e si basa sull’analisi delle cartelle cliniche di pazienti positivi al Covid-19 e ricoverati in 671 strutture diverse in tutto il mondo, fra il 20 dicembre 2019 e il 14 aprile 2020. L’età media dei pazienti è di 54 anni e il 53% sono uomini.

Su 96mila malati, 15mila sono stati trattati con clorochina o idrossiclorichina da sole o con l’aggiunta di antibiotici, come azitromicina o claritromicina, a 48 ore dalla diagnosi. La differenza fra questi 15mila e gli altri è stata “impressionante”.

Per chi ha ricevuto idrossiclorochina il rischio di morire è aumentato del 34% e quello di avere un’aritmia grave del 137%. Per chi ha preso idrossiclorochina associata a una terapia antibiotica le percentuali sono aumentate rispettivamente del 45% e del 411%. Con la clorochina, l’aumento del rischio di decesso è del 37% e di aritmia severa del 256%. Per clorochina associata ad antibiotico, i valori sono rispettivamente +37% e +301%.

Questi farmaci sono generalmente considerati sicuri per l’uso in pazienti con malattie autoimmuni o malaria, ma non per la cura del Covid.

Trump e la sua dichiarazione

Nelle settimane scorse aveva fatto molto discutere la dichiarazione del presidente Usa Donald Trump, che aveva annunciato di assumere proprio idrossiclorochina come profilassi contro il rischio di contrarre il Covid-19, dunque in via precauzionale. “Prendo una pillola al giorno di idrossiclorochina contro il Covid-19”.

Ma l’efficacia del farmaco, approvato negli Usa per la malaria, l’artrite reumatoide e il lupus ma non per il Coronavirus, era già stata messa in dubbio da numerosi esperti che segnalano gravi effetti collaterali, soprattutto a livello cardiaco.

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