Tegola per Musk, il fondatore di Tesla è finito in tribunale: cosa rischia

A portarlo davanti ai giudici gli stessi azionisti della compagnia delle auto elettriche

Richard Branson, capo di Virgin, volerà nello spazio anticipando di soli pochi giorni l’ex numero uno di Amazon (qui tutti i dettagli sull’impresa senza precedenti). Jeff Bezos, sarà in orbita il 20 luglio, insieme a un’arzilla 82enne. Mentre i suoi colleghi multi miliardari, reinventatosi esploratori spaziali, fanno a gara a sponsorizzare i propri avveniristici servizi di turismo spaziale, Elon Musk, invece, non se la passa troppo bene (a proposito di super ricchi, ecco quanto pagano in tasse).

Di tutti, il fondatore del servizio di pagamento elettronico PayPal è quello più ambizioso. SpaceX è infatti la space company più grossa e ambiziosa: altro che stazionamento di pochi minuti in orbita, come avverrà per i veicoli di Virgin Galactic Blue Origin, Elon Musk punta direttamente a Luna e Marte. Nel frattempo, però, il proprietario di Tesla deve fare i conti con qualche incidente di percorso: un ostacolo che ha a che fare con una cifra da capogiro per chiunque ma forse non per uno degli uomini più ricchi del mondo.

Ecco tutta la storia.

Musk è finito in tribunale, cosa rischia

Il 12 luglio Musk sarà in tribunale per dar conto del suo ruolo nell’acquisizione di SolarCity da parte di Tesla. Un’operazione da 2,6 miliardi di dollari che potrebbe praticamente essere polverizzata, come investimento, da una multa più o meno dello stesso importo. Sulla testa del miliardario pende infatti una riparazione da 2 miliardi di dollari.

Perché gli azionisti hanno fatto causa al fondatore di SpaceX

A portare in tribunale il capo della compagnia acquirente sono stati gli stessi azionisti, secondo i quali il passaggio di proprietà di SolarCity è consistito in un cosiddetto bailout, ovvero nel salvataggio di un’istituzione che si trova in uno stato di insolvenza.

L’ipotesi è che Musk ci abbia guadagnato, e così la sua famiglia, il tutto, però, a spese della compagnia e quindi degli azionisti, che in essa avevano deciso di investire in qualità di shareholder. Tesla, in effetti, ha acquistato 255 milioni di dollari in obbligazioni di SolarCity, un’azienda che produce pannelli solari, così come quattro membri del board Tesla detenevano direttamente o indirettamente azioni di SolarCity.

Insomma, sembrano esserci tutti i presupposti perché la questione resti aperta fino alla decisione dei giudici.

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