La mascherina a 5 strati che uccide il Covid: come funziona e quando arriva

Una speciale mascherina “killer” a 5 strati con nanoparticelle in rame potrebbe realisticamente rallentare i contagi fino a debellare il Coronavirus, e altri virus

Mentre sul fronte vaccini si accumulano ritardi e gravi mancanze da parte delle multinazionali del farmaco – dopo Pfizer e AstraZeneca anche Moderna, ha fatto sapere il super commissario Covid Arcuri, ha annunciato che taglierà le dosi destinate all’Italia del 20% dal 9 febbraio –, qualche speranza arriva lato misure di contrasto al virus.

Come ampiamente preannunciato, i vaccini non potrebbero comunque debellare il virus in tempi brevi, e l’immunità di gregge è molto lontana, soprattutto dopo la scoperta delle diverse varianti che stanno indistintamente colpendo tutto il mondo.

L’ultimo report pubblicato dal Centro statunitense per il controllo delle malattie sottolinea ancora una volta i benefici dell’uso delle mascherine non solo per chi le indossa, ma anche per l’intera comunità. Ora, qualcosa potrebbe cambiare e aumentarne ancora di moltissimo l’efficacia.

Una speciale mascherina “killer” a 5 strati potrebbe realisticamente dare una spinta concreta perché si inverta la rotta della curva epidemiologica in tutto il mondo. Niente a che vedere con la U-Mask andata a ruba in Italia perché diventata la “mascherina dei vip”, che secondo i test non garantirebbe l’efficacia di legge, né con le mascherine marchiate FCA distribuite nelle scuole italiane e, secondo i test, poco sicure.

Cos’è la mascherina che uccide il Covid

La nuova mascherina a 5 strati non solo proteggerebbe dal Coronavirus (come le FFP2, FFP3 e KN95, le uniche in grado di bloccare il virus in entrata) ma riuscirebbe persino a ucciderlo non appena entra in contatto con esso.

In realtà i prototipi sono due: l’originale che contiene cinque strati (strato idrorepellente, 1° strato, strato nanotecnologico antivirale, 2° strato filtrante, strato idrofilo ipoallergenico) e una versione più recente che contiene quattro strati, con uno strato di filtraggio in meno, che la rende leggermente più traspirante in termini di traspirabilità e quindi più confortevole.

Le attuali maschere chirurgiche convenzionali comunque bloccano il virus, ma questo può rimanere sopra alla mascherina stessa e comunque rimanere “vivo” e contagioso per chi dovesse toccarla senza adeguate protezione o corretto smaltimento.

Le mascherine includono uno strato idrorepellente all’esterno – per ridurre l’inalazione di goccioline di saliva e muco che trasportano Covid – lo strato nanotech antivirale tra due strati filtranti e uno strato più interno traspirante ipoallergenico.

Questa mascherina invece potrebbe davvero essere rivoluzionaria. È stata progettata dallo scienziato della Nottingham Trent University ed esperto di nanotecnologie, Gareth Cave, ed è ora commercializzata dalla società spin-out della NTU Pharm2Farm nella BioCity di Nottingham. Se tutto va bene, la produzione potrebbe prendere il via a inizio febbraio.

Com’è nata l’idea

L’idea della mascherina “killer” è venuta a Cave appena è scoppiata la pandemia. Ed è stato possibile realizzarla e testarla grazie a un finanziamento di 60mila sterline (circa 68mila euro) messo a disposizione dal governo britannico proprio per incentivare la ricerca contro il Covid. Successivamente la Pharm2Farm è riuscita a raccogliere investimenti per 5 milioni di sterline (circa 5,7 milioni di euro) da investire nella produzione.

I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.

Le proprietà del rame contro i virus

Quando è arrivata la pandemia si è iniziato a dire che il virus poteva sopravvivere su superfici come il vetro e l’acciaio inossidabile per giorni, mentre sul rame muore all’istante. Cosa che si sapeva già, in realtà, perché documentata con la sindrome respiratoria del Medio Oriente e l’influenza suina.

Pharm2Farm era già conosciuta per il suo importante lavoro con le nanotecnologie e prima della pandemia aveva già sviluppato nanotecnologie contenenti rame. “In realtà stavamo producendo particelle di rame come integratori per il cibo animale, quindi il rame è essenziale in molte diete diverse, sia che si tratti di piante, animali o animali d’allevamento”, ha spiegato Cave.

Di fatto, questa speciale mascherina utilizza la nanotecnologia per uccidere i virus, dal Covid-19 all’influenza. Invece del solito design a tre strati, questa mascherina chirurgica a cinque strati include uno strato interno antivirale aggiuntivo che incorpora nano-rame creato utilizzando un processo brevettato proprio all’interno dell’università.

Il rame emette ioni una volta a contatto con un virus e questo crea un’interazione con il materiale genetico del virus stesso, facendolo morire e bloccandone la riproduzione. Grazie alla loro forma sferica, le nanoparticelle hanno un’ampia superficie che le rende ancora più efficaci nell’uccidere il virus. Lo strato interno antivirale garantisce una protezione aggiuntiva sia per chi lo indossa che per chi si trova nelle vicinanze.

Come funziona la mascherina “killer”

I test hanno dimostrato che le mascherine, di tipo IIR, offrono una capacità filtrante del 99,98% e un’efficienza del 90% nel distruggere i virus del Covid-19 e dell’influenza, in 7 ore. Cave ha precisato che 7 ore era il tempo massimo per l’azienda che ha effettuato il test, il che potrebbe significare che uccide il virus molto più a lungo dopo quel periodo.

I test sono stati condotti nei laboratori indipendenti del Virology Research Services di Londra, che gli ha conferito la certificazione ISO 18184, che determina i requisiti dell’attività antivirale dei prodotti tessili.

Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.

Ora, “è entusiasmante vedere la nostra tecnologia andare avanti e avere un impatto reale nella lotta contro la diffusione del Covid-19”, ha affermato Cave. “La mascherina che abbiamo sviluppato ha dimostrato di inattivare i virus al contatto. Lo strato antivirale uccide il virus che è stato bloccato dagli strati del filtro. La sfida con le maschere chirurgiche convenzionali è che quelle non hanno un meccanismo attivo per ucciderlo una volta che viene intrappolato. Uccidendo il virus al contatto, significa anche che la mascherina facciale usata può essere smaltita in sicurezza e non essere una potenziale fonte di trasferimento passivo”.

Quando arriva e quanto costa

Appena ottenuto il marchio CE, la mascherina potrà essere commercializzata in tutta Europa. “Abbiamo da poco acquisito un macchinario per la produzione che inizierà tra qualche settimana e a febbraio potremo distribuire i primi lotti. Abbiamo già avuto richieste da diversi Paesi, Italia compresa” ha detto.

Le mascherine dovrebbero entrare in produzione a Nottingham alla fine di gennaio ed essere disponibili in commercio da dicembre 2021 per le strutture sanitarie, di trasporto e di ristorazione. Il loro costo dovrebbe aggirarsi attorno a 1,50 dollari per mascherina, cioè circa 1,25 euro.

Cave è comunque certo che, anche se la pandemia finisse domani, le mascherine sarebbero ancora una parte importante delle nostre vite perché aiutano ad uccidere anche altri virus.

Intanto, anche la società svizzera Livinguard ha messo a punto una mascherina, lavabile e utilizzabile per 7 mesi, in grado di inattivare batteri e virus che entrano in contatto con il tessuto, grazie a una tecnologia brevettata e testata dall’Università RWTH di Aquisgrana e la Libera Università di Berlino, secondo cui sarebbe efficace al 99,9% contro il Coronavirus.

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