Lattoferrina contro il Coronavirus a ruba: lo studio di Tor Vergata smentito da Burioni

Secondo una ricerca dell'Università Tor Vergata di Roma questa sostanza consentirebbe di prevenire e curare il Covid. Ma la comunità scientifica è divisa

Mentre arriva l’annuncio di Moderna pronta al lancio del suo vaccino anti-Covid, e mentre viene dimostrata l’utilità del vaccino anti-influenzale nel prevenire il Coronavirus, assistiamo in Italia, soprattutto in alcune città, a una vera e proprio corsa all’acquisto di lattoferrina.

È quanto accaduto in questi giorni dopo che i media nazionali hanno rilanciato la notizia dei presunti benefici di questa sostanza per prevenire e combattere il Coronavirus. In moltissime farmacie la lattoferrina è ora praticamente introvabile.

Cos’è la lattoferrina e a cosa serve

La lattoferrina è una proteina capace di “rubare” il ferro di cui si nutre il Coronavirus. Tra i più importanti fattori dell’immunità naturale, possiede una capacità antivirale e antibatterica ed è in grado di inibire sia direttamente che indirettamente i diversi virus che causano malattie nell’uomo.

Questa molecola, all’interno della quale convivono sia le catene del carboidrato che quelle della proteina, funzionerebbe secondo lo stesso principio che rende i neonati infinitamente meno esposti a manifestazioni più gravi del Covid. Un equivalente del latte materno, insomma, barriera naturale efficacissima contro qualunque “attacco” esterno.

Interessante notare che c’è una carenza di lattoferrina ad esempio in chi è affetto da HIV. In svariati studi in vitro la lattoferrina ha dimostrato di avere potenti effetti antivirali contro la replicazione sia dell’HIV umano che del Citomegalovirus (CMV), senza mostrare alcuna tossicità. Altri studi hanno riscontrato che è in grado anche di bloccare l’infezione da Herpes Simplex di tipo 1 e 2.

La ricerca di Tor Vergata sulla lattoferrina

Nonostante la comunità scientifica non sia concorde (Roberto Burioni per esempio ha detto che “non esiste nessuna evidenza clinica che indichi l’utilità della lattoferrina nel prevenire o curare il Covid-19″) a rilanciare la tesi secondo cui la lattoferrina aiuterebbe a prevenire e guarire dal virus Sars-Cov-2 è stato uno studio pubblicato dall’Università Tor Vergata di Roma, insieme alla Sapienza, sulla rivista Journal of Molecular Sciences.

La ricerca italiana, condotta dalla prof.ssa Elena Campione, ha approfondito i meccanismi d’azione della lattoferrina, suggerendo l’utilizzo di quest’ultima nel trattamento dei pazienti Covid positivi paucisintomatici e asintomatici. Non solo. L’effetto della lattoferrina contro il Covid potrebbe essere considerato anche come strumento di prevenzione, sostiene.

L’azione antivirale della lattoferrina era già stata studiata in vitro nel 2011, nei confronti del virus da Sars-Cov, da un team di ricercatori cinesi, con risultati simili.

Perché i bambini si ammalano di meno e meno gravemente

Un dato piuttosto chiaro della pandemia è che i bambini, pur essendo contagiati dal virus, hanno avuto sintomi decisamente più lievi degli adulti, e solo in rarissimi casi l’infezione si è aggravata. Ancora molto c’è da capire su questo aspetto, ma un ruolo molto importante potrebbe essere quello giocato dall’immunità “innata e umorale” dei piccoli, con funzioni probabilmente più efficaci nei confronti del Covid-19 rispetto agli adulti.

Nello studio i ricercatori di Tor Vergata spiegano che il sistema di difesa dei bambini risponde rapidamente alle infezioni con l’immunità naturale aspecifica e con la produzione di anticorpi. Una proteina dell’immunità naturale, la lattoferrina appunto, presente già nel latte materno, protegge dalle infezioni come una rete a maglie strette, impedendo ai patogeni come virus, batteri e funghi il passaggio nelle cellule della mucosa respiratoria e intestinale.

Le conclusioni dello studio

Le proprietà antivirali ed antinfiammatorie della lattoferrina – questa la tesi della prof.ssa Campione – la candiderebbero dunque come molecola ideale per trattare i pazienti Covid positivi.

Da questa intuizione ad aprile era partito uno studio clinico per i pazienti Covid-19 paucisintomatici e asintomatici per valutare l’efficacia di un trattamento innovativo con lattoferrina, somministrata per uso orale e intranasale.

Questo trial clinico, sostiene il team di Tor Vergata, è stato il primo approvato sull’utilizzo della lattoferrina nei pazienti Covid positivi a livello nazionale e internazionale.

I risultati ottenuti nei pazienti avrebbero secondo loro dimostrato per la prima volta l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la remissione dei sintomi clinici nei pazienti Covid-19 positivi sintomatici e la negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento.

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