Il Davide austriaco contro il colosso americano per difendere la privacy

La corte UE blocca lo scambio di dati personali tra Europa e USA

La corte di giustizia europea ha accolto il ricorso del giurista austriaco Max Schrems, rimettendo in discussione gli accordi tra Stati Uniti ed Europa nella gestione della privacy su Internet. Il trasferimento dei dati tra vecchio e nuovo continente è regolato dall’intesa “Safe Harbour” e la decisione di fatto invalida quella presa dalla corte di giustizia nel 2000, che la considerava adeguatamente sicura.

Il ricorso di Max Schrems parte nel 2011, due anni prima dello scoppio del Datagate,  quando il giurista si trova negli Stati Uniti per un viaggio studio. Durante quel periodo Max chiede a Facebook di poter accedere ai dati personali in possesso del social network e scopre la totale mancanza di rispetto delle norme europee sulla privacy. La svolta arriva nel 2013 con il Datagate; le rivelazioni di Richard Snowden sui sistemi di sorveglianza di massa utilizzati dalla NSA, danno a Schrems un appiglio concreto per fare ricorso ai garanti per la privacy irlandesi. In Irlanda c’è infatti la sede europea di Facebook ed è proprio dai server irlandesi che i dati personali vengono trasferiti negli U.S.A.

La vittoria di Schrems è destinata ad avere ripercussioni sulla gestione della privacy non solo di Facebook, ma anche di tutti gli altri colossi del web.

 

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