Google Tivoli, cos’è e come funziona la nuova app per le lingue

Il CEO del colosso di Mountain View Sundar Pichai ha presentato in anteprima un modello di intelligenza artificiale che insegnerà le lingue

Google non si ferma mai. Il CEO del colosso di Mountain View Sundar Pichai ha presentato in anteprima un modello di intelligenza artificiale che insegnerà le lingue, in tutto il mondo, in modo semplice e veloce.

Per quanto il compito sia definito arduo dagli stessi ingegneri che ci lavorano, Google sta facendo un passo avanti straordinario nell’intelligenza artificiale preparandosi a insegnare le lingue straniere attraverso la Ricerca Google. Google Translate è uno strumento essenziale per tradurre rapidamente, ma ora il colosso fa un balzo in avanti sviluppando un’applicazione del tutto innovativa per l’apprendimento delle lingue.

Assistenti virtuali, come cambieranno

I ricercatori di intelligenza artificiale hanno lavorato per decenni per promuovere un dialogo tra computer e umani che sembrasse reale, cogliendo tutte le sfumature di una comunicazione tra persone. Quella di parlare con la tecnologia, e non usare più le dita, è il futuro della tecnologia: Google, Amazon, Apple, Microsoft e Samsung hanno sviluppato i propri assistenti virtuali apposta.

Oggi sono incorporati in smartphone, altoparlanti, controller TV e fotocamere. Alcuni assistenti, come Google Assistant, Bixby di Samsung e Alexa di Amazon, alimentano già come sappiamo auto ed elettrodomestici, come frigoriferi intelligenti, forni e lavatrici. Ma il loro limite è che la maggior parte di loro è in grado di completare solo un’attività alla volta. E certo non sono in grado di contestualizzare una richiesta.

Google Tivoli, cos’è e come funziona

Ora, il nuovo progetto chiamato Tivoli, iniziato un paio di anni, nasce proprio dall’unità di ricerca di Google ed è probabile che venga lanciato entro la fine del 2021. Tivoli potrebbe rendere più semplice imparare nuove lingue fornendo un’interazione naturale tra il sistema e l’utente, come se si fosse davanti a un tutor reale.

Naturalmente non è il primo esperimento in questo senso: esistono già i famosissimi Babbel, Duolingo o Busuu. Ma per Google il vantaggio sarebbe duplice: innanzitutto, offrirebbe un nuovo servizio per fidelizzare gli utenti e poi farebbe funzionare la sua intelligenza artificiale in modo da farla diventare più efficiente.

Inizialmente Tivoli funzionerà solo sul testo, utilizzando il modello di linguaggio LaMDA, che è stato presentato al Google I/O 2021. Quest’ultimo ha imparato a conoscere i dialoghi proprio per comprenderne meglio le sfumature, cosa particolarmente utile per imparare una nuova lingua.

I googler stanno anche discutendo i modi per aggiungere eventualmente la funzionalità al suo assistente vocale e alle linee di prodotti YouTube. Su YouTube, ad esempio, potrebbe generare in futuro quiz linguistici in cui gli spettatori si registrano dopo aver visto un video e l’intelligenza artificiale fornisce una valutazione di come si sono comportati.

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